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António Lobo Antunes, " In culo al mondo", Feltrinelli

In breve
Anni settanta, la sporca guerra coloniale condotta dal regime salazarista contro i movimenti di liberazione in Angola. Di nuovo a Lisbona, un reduce confessa in un monologo a una donna la sua atroce esperienza. Traduzione di Maria José de Lancastre con la collaborazione di Antonio Tabucchi.
Il libro
“Perché cavolo non se ne parla? Mi viene da pensare che il milione e cinquecentomila uomini che sono passati dall’Africa non sono mai esistiti, che le sto raccontando una specie di romanzo di cattivo gusto al quale non crede nessuno, una storia inventata con la quale cerco di intenerirla per riuscire più in fretta (un terzo di chiacchiera, un terzo di alcol, un terzo di tenerezza, sa com’è) a convincerla a veder nascere il mattino insieme a me, nel chiarore azzurro che buca le persiane e sale dalle lenzuola, rivela la curva addormentata di una natica, un profilo supino sul materasso, i nostri corpi confusi in un torpore senza mistero. Da quanto tempo non riesco a dormire? Entro nella notte come un vagabondo furtivo con un biglietto di seconda classe in uno scompartimento di prima, passeggero clandestino dei miei sconforti, rattrappito in un’inerzia che mi avvicina ai morti, e che la vodka anima di un’artificiale e capricciosa frenesia, e alle tre del mattino eccomi arrivare ai bar ancora aperti, navigando nelle acque stagnanti di chi non si aspetta la sorpresa di nessun miracolo, tentando a stento di tenere in equilibrio sulla mia bocca il peso finto di un sorriso.”
http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5001222

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