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"Le quaranta porte", Elif Shafak, Rizzoli, 2009

Ella Rubinstein ha quarant’anni, una famiglia e una casa perfette, e da tempo ha dimenticato che gusto ha l’amore. Non può immaginare che qualcosa sta per sconvolgere la sua esistenza immobile come le acque di un lago: un libro. Si intitola Dolce eresia , l’autore è uno sconosciuto, e l’agenzia letteraria con cui Ella collabora glielo ha inviato per un parere. È così che la storia della fenomenale amicizia tra il poeta Rumi, lo “Shakespeare dell’Islam”, e il derviscio Shams, l’uomo che viveva di amore mistico, entra come un vento caldo nella vita di Ella, per spalancare porte che sembravano chiuse per sempre. Leggendo, Ella si lascia trasportare nella Turchia del XIII secolo, sulle ali di quella “religione dello spirito” che ispirò a Rumi i versi d’amore più belli di tutti i tempi, e impara le famose “quaranta regole dell’Amore”, che Shams insegnò a Rumi dischiudendo per lui le inaspettate meraviglie del cuore. E quando Ella incontra Aziz Z. Zahara, autore del libro e orm...

"L'inquilino del terzo piano", Roland Topor, Bompiani

(Nota introduttiva di Gilberto Finzi, traduzione di Giovanni Gandini) Subentrato nell'appartamento di un'inquilina apparentemente suicida, Trelkovsky si trova piano piano coinvolto in una misteriosa macchinazione ordita dai vicini. Una storia che strega il lettore riga per riga, creando un'insopportabile tensione psicologica generata da elementi che nulla hanno a che vedere con l'horror tradizionale ma che comunque di orrorifico hanno molto: le giornate "normali" di un condominio urbano. Da questo libro è stato tratto il film omonimo di e con Roman Polanski del 1976 http://www.wuz.it/libro/9788845201356/topor-roland/inquilino-del-terzo-piano.html

"La bastarda di Istanbul", Elif Shafak, Rizzoli

(traduzione di Laura Prandino) “Un bel libro, eloquente, audace, pieno di intuizioni acute, con una vena satirica, poetica e visionaria.” The Washington Post “Elif Shafak racconta la delicatezza e la violenza di una trama familiare, con un amore autentico per le debolezze umane.” Corriere della Sera Istanbul è il crocevia dove da secoli si incontrano culture e religioni differenti. Proprio in questa città multiforme e piena di colori si conoscono Armanoush, americana in cerca delle proprie radici armene, e Asya, diciannove anni, che vive a Istanbul con la madre, tre zie, la nonna e la bisnonna. Due giovani donne che si legano l’una all’altra, figlie di due mondi che la Storia ha visto scontrarsi: a dispetto di tutto, la ragazza armena e la ragazza turca diventano amiche, scoprono insieme il segreto che lega le loro famiglie e fanno i conti con il passato comune dei loro popoli. Divenuta ormai il simbolo di una Turchia che ha il coraggio di guardarsi indietro e raccontare le ...

"Sotto il vulcano", Malcolm Lowry, Feltrinelli

(Traduzione: Giorgio Monicelli ) In breve Edizione speciale per i cinquant’anni della Casa editrice - La lotta disperata di un uomo che assiste alla disgregazione della sua vita in un paesaggio messicano deformato dagli effetti dell'alcol. Il libro Dal 1947, anno della prima edizione, la fama di Sotto il vulcano è andata crescendo, al punto che oggi viene universalmente giudicato uno dei massimi romanzi del nostro secolo. Scrittore denso e seducente, non a caso circondato da un’aura mitica, Lowry volle scrivere, per sua stessa ammissione, una Divina Commedia ubriaca. La definizione resta calzante, perché Sotto il vulcano se da una parte è la storia, ambientata in Messico, di un alcolizzato perseguitato da un oscuro complesso di colpa e incapace di ristabilire un rapporto con la moglie, dall’altra si configura, grazie anche a una fitta rete di rif...

# Bakunin

“ Insomma lo Stato da una parte e la Rivoluzione Sociale dall’altra, tali sono i due poli il cui antagonismo rappresenta l’essenza stessa della attuale vita pubblica in tutta l’Europa “ (Michail Bakunin, Stato e anarchia, Torino , Feltrinelli, 1968 , p. 32)

"Mappe per amanti smarriti", Nadeem Aslam, Feltrinelli

In breve Una vicenda di amori impossibili che ci introduce nella vita segreta di una comunità di immigrati pachistani in una città europea. Storie di persone che vivono vicinissime a noi e che non potrebbero esserci più distanti e ignote. Il tentativo coraggioso di descrivere dall’interno il conflitto che nasce dalla precarietà dei sentimenti e dall’urto delle culture. Il libro Siamo in un’innominata città inglese, uguale a molte altre in Europa, ai cui margini vive una comunità pachistana. Il romanzo si apre con la scomparsa di due amanti, Chanda e Jugnu e ben presto la polizia decide di arrestare i due fratelli di Chanda, indignati dalla loro relazione adulterina. La trama si svolge attorno a questa indagine e apre un mondo al tempo stesso vicinissimo a noi e assolutamente ignoto e inimmaginabile. Kaukab, cognata di Jugnu, vive da più di quarant’anni in Inghilterra, non parla la lingua e cerca di avere a che fare il meno possibile con i bianchi. Donna se...

Lucio Battisti, Pensieri e parole

Che ne sai di un bambino che rubava e soltanto nel buio giocava e del sole che trafigge i solai, che ne sai e di un mondo tutto chiuso in una via e di un cinema di periferia che ne sai della nostra ferrovia, che ne sai. Conosci me la mia lealtà tu sai che oggi morirei per onestà. Conosci me il nome mio tu sola sai se è vero o no che credo in Dio. Che ne sai tu di un campo di grano poesia di un amore profano la paura d'esser preso per mano, che ne sai l'amore mio che ne sai di un ragazzo perbene è roccia ormai che mostrava tutte quante le sue pene: e sfida il tempo e sfida il vento e tu lo sai la mia sincerità per rubare la sua verginità, sì tu lo sai che ne sai. Davanti a me c'è un'altra vita la nostra è già finita e nuove notti e nuovi giorni cara vai o torni con me. Davanti a te ci sono io dammi forza mio Dio o un altro uomo chiedo adesso perdono e nuove notti e nuovi giorni cara non odiarmi se puoi. Conosci me che ne sai di un viaggio ...

Jhumpa Lahiri, "L'omonimo", Guanda

Traduzione di Claudia Tarolo Ashoke Ganguli sta leggendo un racconto di Gogol, quando il treno su cui viaggia deraglia nella campagna bengalese. E proprio le pagine di quel libro, che nel buio attirano l’attenzione dei soccorritori, lo sottraggono miracolosamente alla morte. Anni dopo, trasferitosi negli Stati Uniti con la moglie, decide di chiamare il primo figlio Gogol, in omaggio all'autore che gli ha salvato la vita. Il ragazzo non capisce le ragioni di questa scelta, trova il nome insulso e imbarazzante e fa di tutto per liberarsene, allontanandosi anche dai genitori e dalle tradizioni di famiglia, fino a quando un evento tragico lo obbliga a ritornare sui suoi passi. In questo romanzo Jhumpa Lahiri presenta un originale affresco sul tema del meticciato e sulla sensazione di costante smarrimento della vita da emigrati. http://www.guanda.it/scheda.asp?editore=Guanda&idlibro=2451&titolo=L%27OMONIMO

Mood - Marco Cazzato, GRRRzetic, 2010

Da ormai più di tre anni, ogni domenica, Marco Cazzato è la mano che illustra la rubrica Cuori allo Specchio di Massimo Gramellini, sul quotidiano torinese La Stampa. Molte delle illustrazioni raccolte in questo volume sono tratte da questa “posta del cuore” piuttosto anomala (altre dal mensile Linus, nonché da alcune tele inedite), e proprio da qui nasce lo spunto per la ricerca dell’autore sul concetto di MOOD. Un’esplorazione, come un viaggio surreale: MOOD è un termine versatile, che suggerisceuno stato d’animo, un’emozione, ma anche una sorta di atmosfera, generatrice di nuovi impulsi e sensazioni. Quelle che le immagini di Marco riescono a provocare anche in assenza di parole, qui appena accennate per non lasciare il lettore troppo solo in balìa del proprio MOOD. Questo volume è un attentato all’equilibrio: Cazzato vi porta in territori conosciuti, per poi sbilanciarvi in una sospensione spazio temporale dove l'asse della realtà viene vagamente traslata, e l’imm...

Jeff Buckley - Last Goodbye

This is our last goodbye I hate to feel the love between us die. But it's over Just hear this and then I'll go: You gave me more to live for, More than you'll ever know. Well, this is our last embrace, Must I dream and always see your face? Why can't we overcome this wall? Baby, maybe it's just because I didn't know you at all. Kiss me, please kiss me, But kiss me out of desire, babe, and not consolation. Oh, you know it makes me so angry 'cause I know that in time I'll only make you cry, this is our last goodbye. Did you say, "No, this can't happen to me"? And did you rush to the phone to call? Was there a voice unkind in the back of your mind saying, "Maybe, you didn't know him at all, you didn't know him at all, oh, you didn't know"? Well, the bells out in the church tower chime, Burning clues into this heart of mine. Thinking so hard on her soft eyes, and the memories Offer signs that...

"Spazio spazio io voglio" Alda Merini

Spazio spazio io voglio, tanto spazio per dolcissima muovermi ferita; voglio spazio per cantare crescere errare e saltare il fosso della divina sapienza. Spazio datemi spazio ch'io lanci un urlo inumano, quell'urlo di silenzio negli anni che ho toccato con mano. da ("Vuoto d'amore") Alda Merini http://www.aldamerini.it/

Vinicio Capossela- Contratto per Karelias

...Sulla pelle ti ho tatuata come un crotalo per farmi ricordar dell'aspide nel cuore che mi succhia succhia la tua crudeltà ora non sento più dolore non c'è niente niente c'è più da succhiar gli anni buoni che ti ho dato niente ormai me li può fare ritornar oltre agli occhi ti ho lasciato una casa di tre piani e il mio divano ma non importa che ho perduto ora vado più leggero e senza aiuto da Salonicco a Kalamata da dieci giorni mi divora la ferrata nella spezia della sera dal Bosforo d'argento fino a Izmir bevo rakja rakja vieni a consolarmi dalla pena e dal dolor prenderò questa discesa senza più fermarmi ancora dietro a te se consumavo come cera ora è la brace che consuma anche per me ho un contratto per Karelias fuma fuma l'illusione e fumo anch'io cala la luna e io non spero l'illusione è lusso della gioventù cala la luna e io non spero l'illusione è lusso della gioventù... (Musica originale di Markos Vamvakaris)

Murakami Haruki, "Kafka sulla spiaggia", Einaudi

(Traduzione di Giorgio Amitrano ) Nakata è un vecchio che capisce la lingua dei gatti mentre Kafka è un quindicenne con la maturità di un adulto. Il primo fugge da un delitto sconvolgente, il secondo da una sconvolgente profezia. Inquietante, avvincente e visionario, Kafka sulla spiaggia è il romanzo che consacra Murakami come uno dei piú grandi narratori contemporanei. Nelle parole di Giorgio Amitrano: « Kafka sulla spiaggia sembra scritto in risposta a un imperativo altrettanto misterioso e categorico, con rigorosa precisione di dettagli eppure al di fuori di ogni logica convenzionale, come obbedendo agli ordini dell'inconscio. Mentre ci addentriamo incantati nel suo labirinto e ci perdiamo nei vertiginosi meandri della vicenda, abbiamo l'impressione che Murakami stia scoprendo la storia insieme a noi, viaggiando sulle tracce di Kafka e Nakata con la stessa nostra curiosità, stupore e sete di avventura. Si legge Kafka sulla spiaggia come il suo a...

Magda Szabò, "La porta", Einaudi

È un rapporto molto conflittuale, fatto di continue rotture e difficili riconciliazioni, a legare la narratrice a Emerenc Szeredás, la donna che la aiuta nelle faccende domestiche. La padrona di casa, una scrittrice inadatta ad affrontare i problemi della vita quotidiana, fatica a capire il rigido moralismo di Emerenc, ne subisce le spesso indecifrabili decisioni, non sa cosa pensare dell'alone di mistero che ne circonda l'esistenza e soprattutto la casa, con quella porta che nessuno può varcare. In un crescendo di rivelazioni scopre che le scelte spesso bizzarre e crudeli, ma sempre assolutamente coerenti dell'anziana donna, affondano in un destino segnato dagli avvenimenti piú drammatici del Novecento. Pubblicato in Ungheria nel 1987, ma in qualche modo disperso negli anni della transizione politica, La porta è il romanzo che ha rivelato la piú grande scrittrice ungherese contemporanea. http://www.einaudi.it/libri/libro/magda-szab-/la-porta/978880618617

"I terribili segreti di Maxwell Sim", Jonathan Coe, Feltrinelli, 2010

(Traduzione: Delfina Vezzoli ) In breve 9 marzo 2009, Maxwell Sim, neo-agente di commercio, viene trovato nudo e in coma etilico nella sua auto in Scozia, durante una bufera di neve... Il ritorno di Jonathan Coe dopo La pioggia prima che cada . Un romanzo sulla crisi economica, l’ecologia, i rapporti umani, le delusioni, la solitudine, le incomprensioni, il caso e le sue conseguenze, la timidezza e la paura di essere chi si è veramente. Il libro 9 marzo 2009, Aberdeenshire, Scozia: commesso viaggiatore viene trovato nudo e in coma etilico nella sua auto, nel bel mezzo di una bufera di neve. Nel bagagliaio due scatoloni pieni di spazzolini da denti ecologici. Cos’è accaduto? Com’è arrivato fin lì? Torniamo indietro di poche settimane. Maxwell ha quarantotto anni e sta attraversando un periodo difficile, sembra aver toccato il fondo: appena separato, in c...

Shirin Ebadi, "La gabbia d'oro. Tre fratelli nell'incubo della rivoluzione iraniana", Milano, Rizzoli, 2008

Le pigre estati all’ombra dei ciliegi e le sere d’inverno sotto il korsi ; il sapore degli halva sfrigolanti di burro e le discussioni sulla moda europea: sono le consuetudini che scandiscono un’amicizia preziosa, quella tra le famiglie di Shirin e Parì. Ma la rivoluzione islamica cambia tutto, disperde su strade diverse i tre fratelli di Parì ormai uomini, rendendoli nemici e mettendo a repentaglio la vita delle due amiche. La storia vera della Gabbia d’oro è quella di molte famiglie iraniane, vittime nel giro di pochi decenni di sconvolgimenti storici e politici che hanno significato la guerra dei padri contro i figli, dei fratelli contro i fratelli, e che hanno provocato l’emigrazione di milioni di cittadini. In controluce scorre la Storia, dagli ultimi giorni della monarchia all’ascesa di Ahmadinejad. E la vicenda, densa come un romanzo, è anche un grido di denuncia e di scandalo: la tragedia della famiglia di Parì, intrecciata alla vicissitudine personale e profession...

Murakami Haruki, Dance Dance Dance, Einaudi

È un giorno di marzo, al Dolphin Hotel di Sapporo, a. d. 1983. Alla radio suonano gli Human League. E poi Fleetwood Mac, Abba, Bee Gees, Eagles... Uno strano mondo, dove tutto - o quasi - si può comprare. Cosí, per chi non ha voluto, o saputo, cogliere l'attimo e tuffarsi nell'ingranaggio, le strade che rimangono sono tutte un po' tortuose. Il protagonista, un giornalista free lance costretto dalle circostanze ad improvvisarsi detective, si muove tra cadaveri veri e presunti attraverso una Tokyo iperrealistica e notturna, una Sapporo resa ovattata da una nevicata perenne e la tranquillità illusoria dell'antica cittadina di Hakone. Una giovane ragazza dotata di poteri paranormali, lo accompagna nella sua ricerca. Ma troviamo anche una receptionist troppo nervosa, un attore dal fascino irresistibile, un poeta con un braccio solo; e un salotto, a Honolulu, dove sei scheletri guardano la televisione. Esiste un collegamento fra tutte queste cose, un senso anche...

Gianfranco Salvatore, "Boris Vian", Stampa Alternativa

Apprezzato (e temuto) da Sartre, stimatissimo da Cocteau, sostenuto da Queneau e tenuto in grande considerazione da Robbe-Grillet, il Vian scrittore non ebbe mai il successo che meritava, e buona parte della sua opera è postuma. Ma fu considerato dal suo tempo come una sorta di eminenza grigia, uno stimolo per l’intero universo culturale parigino. Inventore di una prosodia letteraria “jazzistica” prima di Jack Kerouac, cantore di ballate antimilitariste prima di Dylan e di Joan Baez, anticipatore del teatro dell’assurdo, promotore di una “stampa alternativa” ante litteram, polemista di irresistibile causticità ed umorismo, e critico musicale di spregiudicata preveggenza, Vian visse l’arte come un gioco e la pensò come un assolo di tromba: poesia dell’istante – mitica trasfigurazione dell’esperienza – e sberleffo continuo. Il suo cuore, sincopato come lui, non ce la fece a superare la soglia dei quarant’anni. Ma fu l’enfant terrible della letteratura degli anni Quaranta e C...