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"Vivere di conseguenza"_ Verdena

Insieme a chi? tu già mi agiti immergersi non provi un che dove sei? non correre ai ripari Su, sveglia! ci vuole un gin altro sarai se capiti qui più di un mostro e non ciò che vuoi vivi e non basta E' panico restio e cambio umore anch’io ma se ti rialzerai di nuovo, si, vedrai Tu un po’ mi agiti sono vivo o è un sogno? non ne ho bisogno più, sai ooh ma vivo di conseguenza e non certo è sempre quello che vuoi è salomonico Ieri verrà calibra le mani e spinge in là senza andare avanti nomade essere frena le tue mani, si, ma che fai? e se vuoi amarmi, se vuoi amarmi, se vuoi amarmi ooh non eri qui invano credimi non è così che ti voglio che ci rimane? eh si che mi rincresce

#adeus Herberto Helder

Nao tenho palavras para comentar o que acabei de ler.. fiquei à toa, sem saber o que pensar ou que dizer, estou triste, o Herberto Helder morreu, o mesmo Herberto de quem falava a toda hora e a quem falaram de mim como aquela italiana maluca que o adorava e que gostava de um dia o conhecer.. adeus Herberto, um dia vamos conhecer-nos e se calhar vou te encontrar enquanto estas a beber um copo de vinho com a Carmen.. É amargo o coração do poema. A mão esquerda em cima desencadeia uma estrela, em baixo a outra mão mexe num charco branco. Feridas que abrem, reabrem, cose-as a noite, recose-as com linha incandescente. Amargo. O sangue nunca pára de mão a mão salgada, entre os olhos, nos alvéolos da boca. O sangue que se move nas vozes magnificando o escuro atrás das coisas, os halos nas imagens de limalha, os espaços ásperos que escreves entre os meteoros. Cose-te: brilhas nas cicatrizes. Só essa mão que mexes ao alto e a outra mão que brancamente trabalha nas superfícies...

Chico Buarque e Milton Nascimento - O Que Será (Á Flor da Pele)

O que será que me dá Que me bole por dentro, será que me dá Que brota à flor da pele, será que me dá E que me sobe às faces e me faz corar E que me salta aos olhos a me atraiçoar E que me aperta o peito e me faz confessar O que não tem mais jeito de dissimular E que nem é direito ninguém recusar E que me faz mendigo, me faz suplicar O que não tem medida, nem nunca terá O que não tem remédio, nem nunca terá O que não tem receita O que será que será Que dá dentro da gente e que não devia Que desacata a gente, que é revelia Que é feito uma aguardente que não sacia Que é feito estar doente de uma folia Que nem dez mandamentos vão conciliar Nem todos os unguentos vão aliviar Nem todos os quebrantos, toda alquimia E nem todos os santos, será que será O que não tem descanso, nem nunca terá O que não tem cansaço, nem nunca terá O que não tem limite O que será que me dá Que me queima por dentro, será que me dá Que me perturba o sono, será que m...

Elif Shafak, "La città ai confini del cielo", Rizzoli

Ti dirò un segreto. Sotto ogni edificio che costruiamo, piccolo o grande, immagina che ci sia il centro del-l’universo. Così lavorerai con più cura e più amore. Nella Istanbul del XVI secolo, in un caleidoscopio di personaggi storici e immaginari, Jahan è un mahout bugiardo e opportunista, un ragazzino scaltro di origini oscure. Arrivato via nave nella città delle sette colline per accompagnare Chota, l’elefante bianco che lo Scià dell’Hindustan ha mandato in dono al Sultano Suleiman, la sua vita dovrebbe restare confinata nel serraglio, fra tigri, leoni, gazzelle e giraffe. Jahan dovrebbe rimanere per sempre relegato al rango di servitore privilegiato, dedito alle cure di Chota, il pachiderma che adorna con la sua stravaganza lo zoo privato del palazzo reale. E invece il caso lo conduce ad attirare l’attenzione di Sinan, il Capo architetto reale, che ne fa uno dei suoi apprendisti. Sinan è un uomo saggio, pacato, sensibile; Jahan non potrebbe trovare maestro più atten...

Chet Baker - Every Time We Say Goodbye

Everytime we say goodbye, I die a little, Everytime we say goodbye, I wonder why a little, Why the gods above me, who must be in the know. Think so little of me, they allow you to go. When youre near, theres such an air of spring about it, I can hear a lark somewhere, begin to sing about it, Theres no love song finer, but how strange the change from major to Minor, Everytime we say goodbye. When youre near, theres such an air of spring about it, I can hear a lark somewhere, begin to sing about it, Theres no love song finer, but how strange the change from major to Minor, Everytime we say goodbye.

Mood Indigo – La schiuma dei giorni, Michel Gondry

Ho adorato il libro di Boris Vian e amo Michel Gondry, soprattutto perchè non mi delude mai..

Boileau-Narcejac "I diabolici", Adelphi

(Traduzione di Federica Di Lella, Giuseppe Girimonti Greco) «Una sorta di interminabile attacco di cuore»: così è stato definito I diabolici , che – unanimemente considerato un classico della letteratura noir – non ha perso un grammo del suo torbido fascino: come dimostrano i commenti dei giovani blogger francesi, i quali scoprono stupefatti quanto l'attuale letteratura psicologica francese «à suspense» debba a un libro che ai loro occhi appare «di un'incredibile modernità», dotato di «un intrigo perfetto» e di «una tensione che fino all'ultimo non ti dà un attimo di tregua». Come nei migliori romanzi di Simenon, quello che conta qui è la progressiva perdita, da parte del protagonista, della percezione della realtà, il suo sprofondare sempre più allucinato in una vertigine di angoscia e di terrore in cui i deliri si accavallano ai ricordi d'infan­zia e a un lacerante senso di impotenza. Nei Diabolici compaiono per la prima volta alcuni dei marchi di fab...

#pino

...sembra strano associare Pino Daniele ai miei anni in Portogallo, però è così. I miei amici lo conoscevano e mi chiedevano sempre di tradurre i suoi testi, poi ne memorizzavano le parole e me le dedicavano in segno di riconoscimento. Sono stati meravigliosi quegli anni, nonostante tutto.. Stamattina quando mi sono svegliata e ho letto della sua morte mi sono passati davanti tutti quei momenti, la mia vita a Lisbona, ed è come se con lui (così come 5 anni fa successe con C.) si chiudesse veramente quella parte di vita. Ma non è così, è solo un piccolo tassello del puzzle dei ricordi che mi legano a quelle persone, o meglio, a quella persona, e che a fatica sto cercando di rimuovere.. sarà difficile togliere dalla mia testa quell'immagine di quei ricci sempre fuori posto che salgono le scale cantando: E te sento quanno scinne 'e scale 'e corza senza guarda' e te veco tutt'e juorne ca ridenno vaje a fatica' ma mo nun ride cchiù. E luntano se ne va tutt...

Cyril Pedrosa, "Portugal", BAO publishing, 2014

Un viaggio, fisico e interiore, dal sapore vagamente autobiografico, ma con il respiro di un grande romanzo. Verrebbe da dire "di formazione" se non fosse che questa, è palese, è l'opera più matura mai concepita e realizzata da Cyril Pedrosa, un autore adorato tanto in Francia quanto in Italia. Qui però si parla del Portogallo da cui proviene la sua famiglia, sfondo vivo ed emozionante di una storia personale, familiare e sentimentale complessa come la vita vera ed altrettanto dolceamara, che BAO offre in uno splendido cartonato di grande qualità e formato, identico all'edizione originale. Vincitore del Prix BD 2011 della rivista Le Point, del premio FNAC 2012 al festival di Angoulême e del premio dei librai BD 2012. http://www.baopublishing.it/shop/dettaglio/209-Portugal___Prima_ristampa

Paolo Benvegnù "Avanzate, ascoltate"

Anima, avanzate voltate le spalle al puro mondo l'errore rende liberi soltanto se libera e' la grazia di camminare verso le saline e a piedi nudi non sentire il male e guardare l'orizzonte anima, avanzate. lasciate che vi accarezzino le ciglia dell'amore ed i ricordi che bruciano in petto e non dimenticate le parole degli occhi, degli ultimi respiri e cominciate a respirare e a illudermi di apprendere la verita' dagli uomini e a illudermi e difendermi dalle pazzie degli uomini anima, ascoltate lasciate le menzogne agli uomini e le poesie alle ombre come visioni colte con fatica eliminate la speranza che serve solo a lamentare il limite e a comprare i sogni anima, avanzate cogliete i fiori ed adornatevi tingetevi le labbra così che possa riconoscervi e sussurrate al vento il vero amore che i figli possano abbracciare i padri e tornare a vivere e a scegliere e a illudersi di apprendere la verita' dagli uomini e a illudersi e d...

Paolo Benvegnù - Il Mare Verticale

Come scavare a mani nude nella terra Per sentire il sangue mescolarsi con la pioggia Cauterizzare le ferite vivere per il solo senso che ha Come nuotare in un oceano congelato Per sentire il cuore che ti esplode dentro il petto Vivere per immaginare per percepire il solo senso che ha Ma io lascio che le cose passino e si sfiorino Perché non sono in grado di comprenderle Essere deboli in un mare verticale Sentire quanto i rischi possano aumentare E odiare per sentirsi vivi Per percepire il solo senso che ha E improvvisamente ritornare primitivi Essere comici e tornare primitivi E bere il sangue del nemico solo per gustarne la diversità Ma io lascio che le cose passino e si sfiorino Perché non sono in grado di comprenderle Io lascio che le cose passino e si sfiorino senza toccarsi  

David Foster Wallace, "Infinite Jest", Einaudi, 2006

(Traduzione di Edoardo Nesi) Infinite Jest è un'opera davvero spettacolare, capace di intossicarvi con la sua comicità e la sua inesauribile inventiva, ma anche di disintossicarvi con pagine di profonda e lucida tristezza. Jonathan Franzen In un futuro non troppo remoto e che somiglia in modo preoccupante al nostro presente, la merce, l'intrattenimento e la pubblicità hanno ormai occupato anche gli interstizi della vita quotidiana. Le droghe sono diffuse ovunque, come una panacea alla noia e alla disperazione. Finché sul mercato irrompe un film misterioso, Infinite Jest , cosí appassionante e ipnotico da cancellare in un istante ogni desiderio se non quello di guardarne le immagini all'infinito, fino alla morte. Nella caccia che si scatena attorno a questa che è la droga perfetta finiscono coinvolti i residenti di una casa di recupero per tossicodipendenti e gli studenti di un'Accademia del Tennis; e ancora imbroglioni, travestiti, artisti...

Vikas Swarup, "I sei sospetti", Guanda

 (Traduzione di Seba Pezzani) Vicky Rai l’ha fatta franca un’altra volta. Grazie all’intervento del padre, il potente ministro dell’Interno dell’Uttar Pradesh, è stato assolto dall’accusa di aver assassinato la giovane barista Ruby Gill e ha deciso di festeggiare la buona notizia nella sua splendida villa vicino a Delhi. Ma cinque minuti dopo la mezzanotte le luci si spengono e un colpo di pistola uccide il padrone di casa. La polizia individua sei sospetti, ciascuno con un’arma, un movente e l’opportunità di sparare a Vicky Rai: un ingenuo aborigeno in cerca di una pietra sacra rubata alla sua tribù, una stella di Bollywood che non perde occasione per citare Nietzsche e Sartre, un funzionario in pensione posseduto dallo spirito del Mahatma Gandhi, un ladro di telefonini finito in un guaio più grosso di lui, un giovane texano venuto in India per trovare moglie e, infine, il padre stesso di Vicky, a cui il figlio aveva soffiato un’amante. A indagare sul caso c’è anche il gior...

#parabéns Caetano!!!!

 

Alain Mabanckou, "Zitto e muori", 66thand2nd

(traduzione di Federica Di Lella e Giuseppe Girimonti Greco) Approdato nella capitale francese con il falso nome di José Montfort, il venticinquenne congolese Julien Makambo viene preso sotto l’ala protettrice del connazionale Pedro, che lo introduce, tra mestieri illeciti e monolocali affollati, nella suburbia parigina. Gli affari vanno a gonfie vele finché Pedro non decide di coinvolgerlo in una missione misteriosa. E così, un venerdì 13, Julien si ritrova nel posto sbagliato al momento sbagliato: rue du Canada, XVIII arrondissement, accanto al corpo senza vita di una ragazza bionda, precipitata da uno degli appartamenti che affacciano sulla strada. Makambo fugge dal luogo dell’omicidio, ma qualcuno ha notato la figura di un giovane nero con un elegante completo verde elettrico, e per lui cominciano i guai. Zitto e muori è al contempo il diario di una fuga e un’esplorazione dell’universo clandestino che anima le notti segrete della Ville Lumière. http://www.66thand2...

Tricky - Maxinquaye (Full Album)

Canção do Engate, António Variações

é tempo de lembranças

Nando Reis, Luz antiga

Eu só queria que você cuidasse Um pouco mais de mim Como eu cuido de você Cuidar é simplesmente olhar Prum mundo que você não vê Pra medir o amor não existe cálculo Um mais um pode não ser dois Sentir a sua liberdade Desejo que não é sonho é mera ilusão Se não sabe Se afaste de mim Mas se ainda cabe Me abrace, enfim Só ligue se tiver vontade Só venha se quiser me ver Mentir é pura vaidade De quem precisa se esconder Será que eu vejo apenas o que você não vê? Eu não entendo como você não pode perceber Que eu não sei mais, eu não sei mais Eu não sei mais, eu não sei mais Eu não sei mais o que fazer O sangue é o rio que irriga a carne A alma é a margem e o contorno É luz antiga ao fim da tarde Essa saudade sem socorro Se não sabe Se afaste de mim Mas antes que seja tarde Nos salve do fim

José Luis Correa "La traccia della sirena", Del Vecchio Editore, 2014

                                                                  Traduzione: Carlo Alberto Montalto                                         Las Palmas, nuova avventura di Ricardo Blanco, detective a Gran Canaria: il corpo smembrato di una ragazza viene rinvenuto sulla costa di La Laja. Unici indizi: un tatuaggio e una collana. Blanco si trova a dipanare un’intricata matassa di eventi legati al mondo della prostituzione e del traffico di droga, ci trascina con lui nel vorticoso brulicare di personaggi e ambienti oscuri e misteriosi. Com’è tipico del classico romanzo hard–boiled spennellato di contemporaneo humour nero, José Luis Correa ci presenta la Isla de Gran Canaria come mai l’avevamo vista prima, inquadrandon...