venerdì 30 marzo 2012

# nuovo inizio??

... ad Anna Fodale, che ci fa piacere accogliere non solo perché è
sempre bello vedere crescere l'associazione e perché ogni contributo è
un arricchimento, ma anche perché rappresenta una combinazione
linguistica (dal portoghese) e una regione di origine e residenza (la
Sicilia) che non sono sicuramente tra le più rappresentate... anche se
siete già più d'una nell'uno e nell'altro caso :-).
Benvenuta e buon lavoro a tutte/i.

Angelo Fracchia
Gestione Iscritti STRADE

giovedì 22 marzo 2012

"Citizen erased", Muse #N

Break me in, teach us to cheat
And to lie, cover up
What shouldn't be shared?
All the truths' unwinding
Scraping away at my mind
Please stop asking me to describe

For one moment

I wish you'd hold your stage
With no feelings at all
Open minded
I'm sure I used to be so free

Self-expressed, exhausting for all

To see and to be
What you want and what you need
The truths' unwinding
Scraping away at my mind
Please stop asking me to describe

For one moment

I wish you'd hold your stage
With no feelings at all
Open minded
I'm sure I used to be so free

For one moment

I wish you'd hold your stage
With no feelings at all
Open minded
I'm sure I used to be so free

Wash me away

Clean your body of me
Erase all the memories
They will only bring us pain
And I've seen, all I'll ever need 



mercoledì 21 marzo 2012

"Le Osterie", Alda Merini


"A me piacciono gli anfratti bui
delle osterie dormienti,
dove la gente culmina nell’eccesso del canto,
a me piacciono le cose bestemmiate e leggere,
e i calici di vino profondi,
dove la mente esulta,
livello di magico pensiero.
Troppo sciocco è piangere sopra un amore perduto
malvissuto e scostante,
meglio l’acre vapore del vino
indenne,
meglio l’ubriacatura del genio,
meglio sì meglio
l’indagine sorda delle scorrevolezze di vite;
io amo le osterie
che parlano il linguaggio sottile della lingua di Bacco,
e poi nelle osterie
ci sta il nome di Charles
scritto a caratteri d’oro
."

(Alda Merini, da "Vuoto d'amore")

sabato 10 marzo 2012

Aravind Adiga, "L'ultimo uomo nella torre", Einaudi

(Traduzione di Norman Gobetti)

Che cosa siamo disposti a fare per denaro quando l'offerta è così alta da cambiare radicalmente la nostra vita? Tutto, rispondono i condòmini del Vishram di fronte all'offerta del costruttore Dharmen Shah, che al posto del vecchio stabile di Mumbai vuole erigere un grattacielo di appartamenti di lusso. Tutti i condòmini? Tutti tranne uno. È l'ultimo uomo nella torre, l'integerrimo, l'inamovibile, che per i rispettabili occupanti del Vishram diventa l'ostacolo che si frappone alle loro speranze di felicità. 

Inaugurata il 14 novembre 1959, nel settantesimo compleanno di Jawaharlal Nehru, la società edile cooperativa Vishram è la nonna di tutti i condomìni pucca da allora sorti in un quartiere di Mumbai, Vakola, che decoroso non è affatto. I suoi abitanti, suddivisi in cattolici, indù e perfino qualche musulmano «del tipo migliore», come in una felice applicazione dei valori nehruviani di cooperazione e convivenza, difendono a oltranza quello status borghese, a dispetto degli inequivocabili segni di decadenza mostrati da uno stabile dove i muri fioriscono di umidità, il tetto rischia di cedere sotto la pressione dei monsoni e l'acqua scorre dai rubinetti per poche ore al giorno.
Ma a Mumbai il nuovissimo scalza il nuovo alla velocità di un treno in corsa, il lusso scalza il decoro, e chi non salta in tempo può facilmente finire stritolato sotto le sue ruote. Nella folle corsa per accaparrarsi terra da edificare, il grande costruttore Dharmen Shah fa ai condòmini un'offerta irrifiutabile: acquistare i vari appartamenti al doppio del loro valore di mercato per poter demolire l'edificio ed erigere al suo posto quel luccicante coacervo di stili che sarà lo Shanghai, il progetto di tutta la sua vita. Sono previsti un «regalino» extra per invogliare i dubbiosi, le minacce del truce «braccio sinistro» Shanmugham per ammorbidire i refrattari, e una condizione per tutti: che l'offerta sia firmata all'unanimità.
In un attimo la cooperativa torna ad essere accozzaglia di individui non cooperanti - i coniugi Puri e il loro diciottenne figlio down; lo spregiudicato agente immobiliare Ramesh Ajwani, appassionato di donne e comodità, e il gioviale Ibrahim Kudwa, proprietario di un internet café e paradigmatico «uomo medio» del condominio, ansioso di compiacere e partecipare; l'ambiguo amministratore dello stabile, Ashvin Kothari, con un sogno in ogni cassetto, e la «Corazzata» Georgina Rego, assistente sociale abbandonata dal marito con due figli adolescenti; gli anziani coniugi Pinto e il loro amico di vecchia data Yogesh Murthy, detto Masterji, insegnante in pensione da poco rimasto vedovo; la donna delle pulizie Mary e la guardia giurata dello stabile Ram Khare - ciascuno determinato a fare i conti nelle tasche proprie e altrui. Non appena l'esito si profila negativo - tutti i condòmini a favore della vendita tranne uno - l'armonia cinquantennale deflagra e fra i potenziali firmatari dell'accordo e «l'ultimo uomo nella torre» si scava un solco che nessun comune senso di umanità sembra più saper colmare.

***

«Adiga riesce a dare voce e senso dello humor agli ultimi, a chi non ha potere: l 'umorismo è "la nostra unica arma" dice un personaggio. E, fortunatamente, questo libro è pieno di "armi" del genere. Magnifico».

«The Tatler»

http://www.einaudi.it/libri/libro/aravind-adiga/l-ultimo-uomo-nella-torre/978880620516

mercoledì 7 marzo 2012

#brazilian mood: Tim Maia, "Réu confesso"

Caetano Veloso, "Você não me ensinou a te esquecer"



(Composição: Fernando Mendes / José Wilson / Lucas)
Não vejo mais você faz tanto tempo Que vontade que eu sinto De olhar em seus olhos, ganhar seus abraços É verdade, eu não minto E nesse desespero em que me vejo Já cheguei a tal ponto De me trocar diversas vezes por você Só pra ver se te encontro Você bem que podia perdoar E só mais uma vez me aceitar Prometo agora vou fazer por onde nunca mais perdê-la Agora, que faço eu da vida sem você? Você não me ensinou a te esquecer Você só me ensinou a te querer E te querendo eu vou tentando te encontrar Vou me perdendo Buscando em outros braços seus abraços Perdido no vazio de outros passos Do abismo em que você se retirou E me atirou e me deixou aqui sozinhoAgora, que faço eu da vida sem você? Você não me ensinou a te esquecer Você só me ensinou a te querer e te querendo eu vou tentando me encontrar
E nesse desespero em que me vejojá cheguei a tal pontode me trocar diversas vezes por vocêsó pra ver se te encontro Você bem que podia perdoar E só mais uma vez me aceitar Prometo agora vou fazer por onde nunca mais perdê-la Agora, que faço eu da vida sem você? Você não me ensinou a te esquecer Você só me ensinou a te querer E te querendo eu vou tentando te encontrar Vou me perdendo Buscando em outros braços seus abraços Perdido no vazio de outros passos Do abismo em que você se retirou E me atirou e me deixou aqui sozinho Agora, que faço eu da vida sem você? Você não me ensinou a te esquecer Você só me ensinou a te querer e te querendo eu vou tentando te encontrarVou me perdendo Buscando em outros braços seus abraços Perdido no vazio de outros passos Do abismo em que você se retirou E me atirou e me deixou aqui sozinho Agora, que faço eu da vida sem você? Você não me ensinou a te esquecer Você só me ensinou a te querer e te querendo eu vou tentando me encontrar