lunedì 29 aprile 2013

Guy Delisle, "Cronache di Gerusalemme", Rizzoli Lizard, 2012

Agosto 2008: un volo notturno porta Guy Delisle a Gerusalemme, dove il fumettista e la sua famiglia trascorreranno un anno della propria vita per dare modo a Nadège, la compagna di Guy, di partecipare a una missione di Medici Senza Frontiere. Vivranno a Beit Hanina, un quartiere nella zona est della città che sin dalla prima passeggiata si mostrerà, in tutta la sua desolazione, decisamente diverso dalla Gerusalemme propagandata dalle guide turistiche; e si destreggeranno più o meno goffamente in una quotidianità fatta di checkpoint e frontiere – teatro di perquisizioni e infiniti quanto surreali interrogatori –, delle mille sfumature di laicità e ultraortodossia, di tensioni feroci e contrasti millenari, e della disperata speranza, della rabbia e della frustrazione del popolo palestinese, in lotta ogni giorno contro l’occupazione, devastato dall’atrocità di un attacco (la tristemente nota Operazione Piombo Fuso) di cui l’autore si trova a essere basito spettatore. Una quotidianità condizionata dunque da grandi questioni, eppure fatta, come ogni altra, di piccoli momenti, narrati con stile impeccabile e travolgente potenza espressiva dall’autore di Pyongyang, Cronache birmane e Shenzen.

http://lizard.rcslibri.corriere.it/libro/5730_cronache_di_gerusalemme_delisle.html

#hippocampus

...ed i cavallucci marini che fluttuavano nel cielo

martedì 23 aprile 2013

PERSEPOLIS (Marjane Satrapi)

Murakami Haruki, "La ragazza dello Sputnik", Einaudi, 2013

(Traduzione di Giorgio Amitrano)

Murakami Haruki in uniform edition Super ET, con le copertine di Noma Bar.

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Sumire è una ragazza impulsiva, disordinata, generosa, con il mito di Kerouac e della scrittura. Myu è una donna matura, sposata, molto ricca e molto bella. Sumire ama Myu come non ha mai amato nessun ragazzo. E Myu parrebbe provare lo stesso sentimento, ma uno schermo invisibile sembra separarla dal sesso, e forse dal mondo. Riusciranno a incontrarsi o si perderanno senza lasciare traccia come lo Sputnik, condannato a vagare nello spazio per sempre? A raccontarci la storia è un giovane senza nome, prima studente, poi maestro elementare, innamorato di Sumire innamorata di Myu. E così i destini dei nostri tre protagonisti s'inseguono ma non si congiungono mai, simili a satelliti alla deriva per l'eternità.

mercoledì 17 aprile 2013

giovedì 11 aprile 2013

Alicia Giménez-Bartlett, "Exit", Sellerio, 2012


Traduzione dallo spagnolo di Maria Nicola

Una villa lussuosa, sei ospiti che si incontrano per la prima volta. Un’estate da trascorrere assieme, come in una danza felice, incalzante e finale. Il romanzo forse più coraggioso e irriverente di Alicia Giménez-Bartlett, una delicata lezione di libertà, una commedia letteraria e provocatoria, di dolce ed euforica malinconia.

Exit è una villa di campagna immersa nella natura. Un giardino lussureggiante, stanze e saloni arredati con gusto, quadri antichi, candelabri sul caminetto, lucenti cassettoni sui soffitti. Qui, nell’annuncio abbagliante della calura estiva, uno alla volta arrivano gli ospiti.
Due giovani donne: Clarissa, fragile e intensa; l’elegante Pamela, bella quanto caustica. Il finanziere Finn, uomo raffinato e colto, eccellente conversatore. La vedova Tevener, una signora con i capelli rossi allegra e sensuale. Il signor Ottosillabo, macchinista ferroviere, il poeta Léonard, capelli a spazzola e sguardo penetrante, sempre capace di provocare gli altri. In poco tempo diventeranno intimi e amici, pronti a vivere e a dissolversi nel gioco del destino e della passione.
Gli ospiti sono stati accolti da due medici in camice bianco e dall’infermiera Matea, specializzata in psicologia, che prepara cene e pranzi squisiti. Sottili fette di roast beef, uova e salsicce, scintillanti frittate, teglie con pasticci di carne e formaggio, aringhe affumicate e cestini traboccanti d’uva. La musica accompagna il passare del tempo, tra canzoni tzigane e boleri, sonate al chiaro di luna e contagiose melodie jazz.
Tutti insieme, gli ospiti, i medici e l’infermiera, condividono colazioni e banchetti, passeggiate, escursioni, chiacchiere e battibecchi.
Ma a cosa si stanno preparando, e perché hanno deciso di trascorrere in questo modo il loro tempo? Ciascuno, per motivi differenti, deve inventarsi una fine, un’uscita di emergenza. E ha scelto di farlo lì, nei giardini di Exit, l’unico luogo al mondo in cui si può salutare la vita con l’emozione e la meraviglia di un sensuale sogno estivo.

http://www.sellerio.it/it/catalogo/Exit/Gimenez-bartlett/5304

giovedì 4 aprile 2013

Murakami Haruki, "A sud del confine, a ovest del sole", Einaudi, 2013

Traduzione di Mimma De Petra
Traduzione di Antonietta Pastore
 
Non sarai solo per sempre. Hajime ha dodici anni quando lo intuisce per la prima volta stringendo la mano di Shimamoto, una compagna di classe. È in quell'istante che scopre che la somma di due solitudini, a volte, dà l'inatteso risultato di un amore piú forte del tempo.
La grazia incantata di questa delicata storia d'amore ha fatto di A sud del confine, a ovest del sole uno dei romanzi piú celebrati di Murakami Haruki, un distillato purissimo della sua poesia.

Fino ad allora Hajime aveva vissuto in un universo abitato solo da lui: figlio unico quando, nel Giappone degli anni Cinquanta, era rarissimo non avere fratelli o sorelle, aveva fatto della propria eccezionalità una fortezza in cui nascondersi, un modo per zittire quella sensazione costante di non essere mai lí dove si vorrebbe veramente. Invece un giorno scopre che la solitudine è solo un'abitudine, non un destino: lo capisce quando, a dodici anni, stringe la mano di Shimamoto, una compagna di classe sola quanto lui, forse di piú: a distinguerla non c'è solo la condizione di figlia unica, ma anche il suo incedere zoppicante, come se in quel passo faticoso e incerto ci fosse tutta la sua difficoltà a essere una creatura di questo mondo.
Quando capisci che non sei destinato alla solitudine, che il tuo posto nel mondo è solo là dove è lei, capisci anche un'altra cosa: che sei innamorato. Ma Hajime se ne rende conto troppo tardi - è uno di quegli insegnamenti che si imparano solo con l'esperienza - quando ormai la vita l'ha separato da lei. Come il dolore di un arto fantasma, come una leggera zoppía esistenziale, Hajime diventerà uomo e accumulerà amori, esperienze, dolori, errori, ma sempre con la consapevolezza che la vita, la vita vera, non è quella che sta dissipando, ma quell'altra, quella che sarebbe potuta essere con Shimamoto, quella in un altrove indefinito, a sud del confine, a ovest del sole. Una vita che forse, venticinque anni dopo, quando lei riappare dal nulla, diventerà realtà.
Torna in libreria, in una traduzione completamente rivista, uno dei romanzi piú amati di Murakami Haruki: un'opera malinconica e romantica, una storia di raffinata delicatezza, in cui l'esplorazione dei piú diafani movimenti dell'anima riesce a descrivere l'universale, umanissimo conflitto tra necessità e desiderio, destino e libertà.

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«Il piú realista dei romanzi di Murakami e forse anche il piú emozionante».

«Boston Globe»

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«Un libro bello e saggio pieno di verità nascoste».

«The New York Times»

http://www.einaudi.it/libri/libro/murakami-haruki/a-sud-del-confine-a-ovest-del-sole/978880620623