venerdì 23 gennaio 2015

Chet Baker - Every Time We Say Goodbye

Everytime we say goodbye, I die a little,
Everytime we say goodbye, I wonder why a little,
Why the gods above me, who must be in the know.
Think so little of me, they allow you to go.
When youre near, theres such an air of spring about it,
I can hear a lark somewhere, begin to sing about it,
Theres no love song finer, but how strange the change
from major to
Minor,
Everytime we say goodbye.

When youre near, theres such an air of spring about it,
I can hear a lark somewhere, begin to sing about it,
Theres no love song finer, but how strange the change
from major to
Minor,
Everytime we say goodbye.



martedì 20 gennaio 2015

Mood Indigo – La schiuma dei giorni, Michel Gondry

Ho adorato il libro di Boris Vian e amo Michel Gondry, soprattutto perchè non mi delude mai..

venerdì 16 gennaio 2015

Boileau-Narcejac "I diabolici", Adelphi

(Traduzione di Federica Di Lella, Giuseppe Girimonti Greco)

«Una sorta di interminabile attacco di cuore»: così è stato definito I diabolici, che – unanimemente considerato un classico della letteratura noir – non ha perso un grammo del suo torbido fascino: come dimostrano i commenti dei giovani blogger francesi, i quali scoprono stupefatti quanto l'attuale letteratura psicologica francese «à suspense» debba a un libro che ai loro occhi appare «di un'incredibile modernità», dotato di «un intrigo perfetto» e di «una tensione che fino all'ultimo non ti dà un attimo di tregua». Come nei migliori romanzi di Simenon, quello che conta qui è la progressiva perdita, da parte del protagonista, della percezione della realtà, il suo sprofondare sempre più allucinato in una vertigine di angoscia e di terrore in cui i deliri si accavallano ai ricordi d'infan­zia e a un lacerante senso di impotenza. Nei Diabolici compaiono per la prima volta alcuni dei marchi di fabbrica della sterminata, formidabile produzione di Boileau e Narcejac: lo schema triangolare, l'am­bienta­zio­ne provinciale e piccoloborghese, il motivo del colpevole tormentato dal rimorso e dalla paura, la contiguità fra innocenza e colpa; e soprattutto l'inversione dei ruo­li: in un'autentica spirale di orrore, l'as­sassino si trasforma in una vittima braccata da «colei che non c'è più» – la donna che sa di aver ucciso. Non a caso Francis Lacassin (sceneggiatore di molti Maigret televisivi e grande studioso di Simenon) ha scritto che proprio grazie a Pierre Boileau e Thomas Narcejac «il romanzo poliziesco senza poliziotti è diventato una variante tragica del romanzo tout court».

http://www.adelphi.it/libro/9788845929175

lunedì 5 gennaio 2015

#pino

...sembra strano associare Pino Daniele ai miei anni in Portogallo, però è così. I miei amici lo conoscevano e mi chiedevano sempre di tradurre i suoi testi, poi ne memorizzavano le parole e me le dedicavano in segno di riconoscimento. Sono stati meravigliosi quegli anni, nonostante tutto.. Stamattina quando mi sono svegliata e ho letto della sua morte mi sono passati davanti tutti quei momenti, la mia vita a Lisbona, ed è come se con lui (così come 5 anni fa successe con C.) si chiudesse veramente quella parte di vita. Ma non è così, è solo un piccolo tassello del puzzle dei ricordi che mi legano a quelle persone, o meglio, a quella persona, e che a fatica sto cercando di rimuovere.. sarà difficile togliere dalla mia testa quell'immagine di quei ricci sempre fuori posto che salgono le scale cantando:

E te sento quanno scinne 'e scale
'e corza senza guarda'
e te veco tutt'e juorne
ca ridenno vaje a fatica'
ma mo nun ride cchiù.
E luntano se ne va
tutt'a vita accussì
e t'astipe pe nun muri'.

E aspiette che chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto l'aria s'adda cagna'
ma po' quanno chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto l'aria s'adda cagna'.

Se fa scuro e parla 'a luna
e te vieste pe' senti'
pe' te ogne cosa po' parla'
ma te restano 'e parole
e 'o scuorno 'e te 'ncuntra'
ma passanno quaccheduno
votta l'uocchie e se ne va.

E aspiette che chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto l'aria s'adda cagna'
ma po' quanno chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto l'aria s'adda cagna'.


sabato 3 gennaio 2015

Cyril Pedrosa, "Portugal", BAO publishing, 2014


Un viaggio, fisico e interiore, dal sapore vagamente autobiografico, ma con il respiro di un grande romanzo. Verrebbe da dire "di formazione" se non fosse che questa, è palese, è l'opera più matura mai concepita e realizzata da Cyril Pedrosa, un autore adorato tanto in Francia quanto in Italia. Qui però si parla del Portogallo da cui proviene la sua famiglia, sfondo vivo ed emozionante di una storia personale, familiare e sentimentale complessa come la vita vera ed altrettanto dolceamara, che BAO offre in uno splendido cartonato di grande qualità e formato, identico all'edizione originale. Vincitore del Prix BD 2011 della rivista Le Point, del premio FNAC 2012 al festival di Angoulême e del premio dei librai BD 2012.

http://www.baopublishing.it/shop/dettaglio/209-Portugal___Prima_ristampa

Paolo Benvegnù "Avanzate, ascoltate"


Anima, avanzate
voltate le spalle al puro mondo
l'errore rende liberi
soltanto se libera e' la grazia
di camminare verso le saline
e a piedi nudi non sentire il male
e guardare l'orizzonte
anima, avanzate. lasciate che vi accarezzino
le ciglia dell'amore
ed i ricordi che bruciano in petto
e non dimenticate le parole
degli occhi, degli ultimi respiri
e cominciate a respirare
e a illudermi di apprendere la verita' dagli uomini
e a illudermi e difendermi dalle pazzie degli uomini
anima, ascoltate
lasciate le menzogne agli uomini
e le poesie alle ombre
come visioni colte con fatica
eliminate la speranza
che serve solo a lamentare il limite
e a comprare i sogni
anima, avanzate
cogliete i fiori ed adornatevi
tingetevi le labbra
così che possa riconoscervi
e sussurrate al vento il vero amore
che i figli possano abbracciare i padri
e tornare a vivere
e a scegliere
e a illudersi di apprendere la verita' dagli uomini
e a illudersi e difendersi dalle pazzie degli uomini
navi senza vento nell'oceano senza fine
chiedono alle stelle di trovare posizione
navi senza vento nell'oceano senza fine
chiedono alle stelle di tornare a navigare
e a illudersi di apprendere la verita' dagli uomini
e a illudersi e difendersi dalle pazzie degli uomini