giovedì 25 luglio 2013

Paolo Benvegnù, "La schiena"



Tutti i respiri che ho sono per te.
Tutti i respiri che hai
è così che ogni goccia di me scava la tua schiena
lentamente
con un ritmo costante

dove vai? Cosa fai?
Con chi stai parlando? Cosa stai bevendo? Ascoltami.
Cerca di evitare le tue distrazioni.
è così che ogni goccia di me scava la tua schiena
lentamente
con un ritmo costante

non hai padroni. Lo so.
E non hai limiti e non hai risposte
ma solo un vago senso di eleganza
per questo ti insegno la pazienza
è così che ogni goccia di me scava la tua schiena
lentamente
con un ritmo costante
è così che ogni goccia di te scava la mia schiena
lentamente
con un ritmo costante

Certo.
L'ambizione è un lusso.
Come la miseria. La Privazione. La Punizione.
Ti guardi intorno e non sai chi cercare
per questo ti insegno a costruire
e a dare spazio alle tue idee più strane
a mescolare estro e perversione
Perche' Dio non guarda.
Dio bestemmia. E alla volte non si applica

Respira. Guarda il cielo. Guarda le stagioni passare.
Prendi posizione. Viaggia.
Ricerca la tua parte migliore.
Non hai nemmeno un idolo da venerare.
Nemmeno quattro soldi per andare al mare
di notte a immaginare.
Nuotare.

E così la seduzione ed i calmanti
le vertigine e gli svenimenti
gli sfinimenti
il controllo di tutti i movimenti
è così che ogni goccia di te scava la mia schiena
lentamente
con un ritmo costante
è così che ogni goccia di me scava la tua schiena
lentamente
con un ritmo costante
tutti i respiri che ho sono per te.
Tutti i respiri che hai
è così che ogni goccia di te scava la mia schiena
lentamente

mercoledì 10 luglio 2013

HALGRIMUR HELGASON, "Toxic. Come smettere di ammazzare la gente e imparare a lavare i piatti", ISBN, 2010

 Traduzione: Silvia Cosimini

Tom Boksic detto Toxic, un killer croato cresciuto nella guerra dei Balcani e emigrato a New York, ha un complesso di inferiorità nei confronti della mafia italiana ma sul lavoro non è secondo a nessuno. Fidanzato con Munita, una peruviana arrivata a New York giusto l’11/9, vive di omicidi e manda giudiziosamente i soldi a mamma e sorella rimaste in patria. Finchè incappa nella giornata sbagliata: ammazza un pezzo grosso del Fbi e dopo una rocambolesca fuga e il 67esimo omicidio si trova imbarcato su un volo per Rejakiavik con in mano il biglietto di un telepredicatore. Sbarcare nella «città più cool d’Europa», «dove Quentin Tarantino va quando è stanco di essere famoso», e trovarsi nello studio della tv evangelica della famiglia Goodmoonsdottir a reinventarsi uno zoppicante passato di perseguitato dal comunismo è il diabolico contrappasso escogitato da Hallgrimur Hellgason per questo romanzo slapstick che omaggia Tarantino e Kaurismaki, dileggia il provincialismo islandese, e si commuove fino alle lacrime alle canzoni dell’Eurofestival che fanno da colonna sonora.

http://www.isbnedizioni.it/libro/150