mercoledì 21 luglio 2010

Murakami Haruki, Dance Dance Dance, Einaudi

È un giorno di marzo, al Dolphin Hotel di Sapporo, a. d. 1983. Alla radio suonano gli Human League. E poi Fleetwood Mac, Abba, Bee Gees, Eagles... Uno strano mondo, dove tutto - o quasi - si può comprare. Cosí, per chi non ha voluto, o saputo, cogliere l'attimo e tuffarsi nell'ingranaggio, le strade che rimangono sono tutte un po' tortuose.

Il protagonista, un giornalista free lance costretto dalle circostanze ad improvvisarsi detective, si muove tra cadaveri veri e presunti attraverso una Tokyo iperrealistica e notturna, una Sapporo resa ovattata da una nevicata perenne e la tranquillità illusoria dell'antica cittadina di Hakone. Una giovane ragazza dotata di poteri paranormali, lo accompagna nella sua ricerca. Ma troviamo anche una receptionist troppo nervosa, un attore dal fascino irresistibile, un poeta con un braccio solo; e un salotto, a Honolulu, dove sei scheletri guardano la televisione.
Esiste un collegamento fra tutte queste cose, un senso anche per chi ha perso l'orientamento. L'unico modo per trovarlo è non avere troppa paura, e un passo dopo l'altro continuare a danzare.

http://www.einaudi.it/libri/libro/haruki-murakami/dance-dance-dance/978880617434

lunedì 19 luglio 2010

Gianfranco Salvatore, "Boris Vian", Stampa Alternativa

Apprezzato (e temuto) da Sartre, stimatissimo da Cocteau, sostenuto da Queneau e tenuto in grande considerazione da Robbe-Grillet, il Vian scrittore non ebbe mai il successo che meritava, e buona parte della sua opera è postuma. Ma fu considerato dal suo tempo come una sorta di eminenza grigia, uno stimolo per l’intero universo culturale parigino. Inventore di una prosodia letteraria “jazzistica” prima di Jack Kerouac, cantore di ballate antimilitariste prima di Dylan e di Joan Baez, anticipatore del teatro dell’assurdo, promotore di una “stampa alternativa” ante litteram, polemista di irresistibile causticità ed umorismo, e critico musicale di spregiudicata preveggenza, Vian visse l’arte come un gioco e la pensò come un assolo di tromba: poesia dell’istante – mitica trasfigurazione dell’esperienza – e sberleffo continuo. Il suo cuore, sincopato come lui, non ce la fece a superare la soglia dei quarant’anni. Ma fu l’enfant terrible della letteratura degli anni Quaranta e Cinquanta. Lo spirito più libero ad aver servito il jazz in Europa prima dei Sessanta. E continua a deliziarci, oggi più che mai, con la musicalità della sua prosa, e con la poesia di una visione musicale traboccante di libertà e di vita.

Questo libro costituisce la più ampia raccolta dei suoi scritti sul jazz mai tradotta in italiano, e provoca gli stessi brividi di gioia dei suoi romanzi e racconti. Il saggio introduttivo di Gianfranco Salvatore, che ne guida ed orienta la lettura, rappresenta a sua volta lo studio più esteso mai apparso in Italia sulla poetica musicale e letteraria di Vian.

http://www.stampalternativa.it/libri/729-3/gianfranco-salvatore/boris-vian.html

martedì 13 luglio 2010

Carlo D'Amicis, "La battuta perfetta", Minimum Fax


Le rivoluzioni, di solito, si fanno nelle strade e sono intrise di sangue. Quella che ha trasformato l’Italia negli ultimi cinquant’anni è stato possibile seguirla dal salotto di casa, e si è svolta in un clima di festa. A provocarla, e nello stesso tempo a raccontarla, è stata la televisione.
Alla televisione appartengono i sogni dei protagonisti di questo romanzo: Filippo Spinato e suo figlio Canio. Ma mentre il primo parte dal profondo Sud per diventare, oltre che un solerte funzionario della Rai, l’apostolo della missione educativa intrapresa (e fallita) dalla tv pubblica tra gli anni Cinquanta e Sessanta, il secondo si ribella al suo modello pedagogico per aderire anima e corpo alla televisione commerciale dei decenni successivi, diventando dapprima venditore di «consigli per gli acquisti», e poi addirittura consigliere dello stesso Berlusconi.
Attraverso il conflitto generazionale tra il qualunquismo euforico di Canio e l’ideologia ipocrita di suo padre, si rivela la ridicola tragedia di un paese che, dopo essersi nascosto per anni sotto la maschera grigia di un perbenismo borghese, cerca ora rifugio dietro il cerone di un capo di stato che «vuole solo piacere». Ognuno, in questo apocalittico ed esilarante romanzo, vuole solo piacere. Ma che si insegua il consenso attraverso una dignitosa serietà, o attraverso il riso dionisiaco, folle e disperata sarà la missione, e destinata a rivelare l’irredimibile solitudine dell’essere uomo.

http://www.minimumfax.com/libri/scheda_libro/455

sabato 10 luglio 2010

"Ulisse da Baghdad", Eric-Emmanuel Schmitt, edizioni e/o


IL LIBRO
Saad è un ragazzo onesto e beneducato, ha un padre colto e stravagante, una madre protettiva e tre amatissime sorelle, studia per laurearsi in giurisprudenza e vuole sposare Leila, la ragazza di cui è innamorato.
Ma Saad ha un problema, è iracheno, e ciò che in altri paesi è un percorso di vita normale, in Iraq è semplicemente impensabile. La feroce dittatura di Saddam Hussein, la guerra, l’embargo e l’occupazione americana hanno messo il paese in ginocchio, Baghdad è una città sconvolta da attentati terroristici, non c’è cibo, non ci sono medicine e regnano l’odio e il sospetto.
Come tanti altri, Saad decide quindi di andare a cercare miglior fortuna in Europa: Londra è la sua meta. Senza soldi, senza passaporto, inizia una rocambolesca odissea attraverso il Medio Oriente, il Mar Mediterraneo e l’intero continente europeo.
È lui, Saad, l’Ulisse dei nostri giorni, l’uomo che racconta i pericoli che attendono chi cerca una nuova casa, un luogo dove vivere un’esistenza serena. È una favola, un’altra delle belle favole a cui Eric-Emmanuel Schmitt ci ha ormai abituato, piena di humour e di malinconia, di momenti dolci e di momenti decisamente aspri, ed è anche il pretesto per affrontare un problema scomodo, quello degli immigrati clandestini, che troppo spesso noi europei benestanti tendiamo a ignorare o a far finta di non vedere.
NOTA SULL'AUTORE
Eric-Emmanuel Schmitt è nato a St. Foy Les Layons nel 1960. Ha studiato musica al Conservatorio di Lione e successivamente si è laureato all’École Normale Supérieure di rue d’Ulm a Parigi. Ha insegnato filosofia all’università di Chambéry. Come autore teatrale ha scritto diverse opere che sono state rappresentate in tutto il mondo. I suoi romanzi sono tradotti in molte lingue. Le Edizioni E/O hanno pubblicato: Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, Piccoli crimini coniugali, Milarepa, La parte dell’altro, La mia storia con Mozart, Quando ero un’opera d’arte, Odette Toulemonde, La rivale. Un racconto su Maria Callas, La sognatrice di Ostenda, Il visitatore e Il lottatore di sumo che non diventava grosso.

Collana: Dal Mondo
Area geografica: Letteratura francese
Traduzione: Alberto Bracci Testasecca
ISBN: 978-88-7641-886-0
Pagine: 240
Data di pubblicazione: 03 febbraio 2010

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