sabato 26 dicembre 2009

CCCP Narko'$ + baby blue

al usher - lullaby for robert

Pedro Lemebel "Baciami ancora, forestiero", Marcos y Marcos


Come le canzoni più riuscite di Manu Chao, i racconti di Pedro Lemebel sono sovversivi, dolcissimi, pieni di ritmo. Racconti che acciuffano il lato tenero, bello, misterioso del mondo. Ne prendono per la collottola il lato marcio, antilibertario, stereotipato e lo fanno a pezzi scherzando.
Passeggiate accanto a Pedro mentre “graffia” una dama d’alto bordo della destra più reazionaria, o si barrica in una fuga alcolica, o corteggia e sbeffeggia i politici che lo vorrebbero usare... regalatevi un surf pieno di erotismo nella clamorosa “buena onda” di un grande innovatore.
Imbarcatevi sulla “Cubana de Aviación”: e il gusto di quel paese unico al mondo ve lo sorseggerete anche prima del decollo.
Nascondetevi in una stanzina d’albergo in riva al mare, sul confine fra Cile e Perù: proverete il brivido della trasgressione in una chiave che non conoscevate ancora.
Pubblicati sui giornali dell’opposizione – «Pagina Abierta», «The Clinic» – trasmessi da Radio Tierra e poi raccolti in quattro volumi – La esquina es mi corazón, Loco afán: Crónicas de sidario, De perlas y Cicatrices, Zanjón de la Aguada – questi racconti sono comparsi nelle classifiche dei libri più venduti.
Il suo primo romanzo, Ho paura torero, è stato il libro più venduto in Cile nel 2001.
Da noi, è stato ristampato cinque volte.
Non si può parlare di letteratura cilena contemporanea senza nominare Pedro Lemebel. Pedro è diventato in pochi anni Lo Scrittore per eccellenza, facendo scoprire ai lettori un altro mondo, un altro Cile. Un Cile nascosto, che nessuno vuole vedere. Che Lemebel racconta con allegria. Per la prima volta, dà voce all’omosessuale, allo sbandato, alla prostituta, al “gallo” dell’angolo che nessuno vede.

www.marcosymarcos.com

giovedì 17 dicembre 2009

Vita sessuale di un fervente musulmano a Parigi, Leïla Marouane, edizioni e/o

Un quarantenne parigino di origini maghrebine, con un passato di fervente islamista, diventa direttore di banca. Belloccio e benestante, decide che è giunto il momento di affittarsi una garconniere in pieno Saint-Germain-des-Prés, il quartiere più intellettuale e raffinato di Parigi. Basta con i couscous della domenica a casa di mamma nella banlieue di Saint-Ouen, basta con le riunioni di famiglia, basta dover fare da esempio di devozione e cultura religiosa per il fratello minore!

E’ giunto il momento di avere una vita sessuale emancipata, di prendersi l’aperitivo ai Deux Magots o al Café de Flore, di fare shopping negli eleganti negozi del centro. Le avventure iniziano, le ragazze non mancano… Peccato che il nostro eroe sia schiacciato dall’invadenza della madre. Peccato soprattutto (per lui) che le sue disavventure sentimentali siano raccontate da una donna (la scrittrice stessa), interessata più a creare una galleria di personaggi femminili (che ci raccontano altrettanto bene le difficoltà ma anche le sorprese delle giovani donne arabe di oggi) che a impietosirsi sul caso del nostro maschietto.

L’effetto è esilarante. Si ride alle lacrime in questa commedia che istruisce sulle difficoltà dell’incontro tra culture e della conquista di un'ambigua modernità.

Con questa implacabile autopsia dell’universo di un uomo a cavallo tra due culture, condizionato dalla religione, dalla famiglia e da una madre-padrona, Leila Marouane, scrittrice algerina che vive in Francia, si afferma come la romanziera più originale e più capace di raccontare le inibizioni e i tabù sessuali.

mercoledì 11 novembre 2009

Janette Turner Hospital, Orfeo perduto, Marcos y Marcos, 2009

Da quando ha sentito le note sprigionarsi da quell’oud, una sera, tornando a casa, nei sotterranei della metropolitana, e poi lo ha visto in faccia, Leela-May è rimasta stregata da Mishka.
Nonostante la sua riluttanza a parlare, Leela viene a sapere che il bel musicista misterioso studia composizione ad Harvard.
Lei, giovane e brillante matematica del MIT, si occupa, neanche a farlo apposta, di matematica della musica.
Quella notte segna l’inizio di un grande amore. Piena di erotismo e di passioni comuni, la loro storia paradisiaca è destinata a infrangersi il giorno di un clamoroso attentato, proprio in metropolitana.
Mishka, che già in passato era scomparso da casa per alcuni giorni, svanisce nel nulla, mentre Leela viene ‘prelevata’ e condotta in un luogo segreto dove viene interrogata sul suo amante orientale.
E la persona che la interroga, caso strano, è Cobb, con cui lei aveva trascorso buona parte della propria infanzia...
Chi è davvero Mishka? Quali sono i suoi legami con i movimenti terroristici? E come mai Cobb, fidanzatino di un tempo, si è immischiato in questa vicenda?
Ambientato in America, Australia, Libano e Iraq, questo romanzo pieno di musica ed erotismo danza sulla lama sottile che separa Oriente e Occidente, affrontando il drammatico nodo del terrorismo.

sabato 17 ottobre 2009

Finalmente in Libreria: "La morte di Bunny Munro" Nick Cave (Feltrinelli) Condividi



In breve
“People ain’t no good – Brave persone non ce n’è,” dice il Nick Cave cantante. E sembra ribadirlo il Nick Cave scrittore con La morte di Bunny Munro, una feroce, ironica e “omicida” ballata che racconta la spassosa avventura di una coppia inedita, Bunny, commesso viaggiatore peccaminoso, e il figlio Bunny Junior, un ragazzino di nove anni, alle prese con tragedie più grandi di loro. Video, news, estratti, approfondimenti su lamortedibunnymunro.it, il sito ufficiale italiano del libro.
Il libro
Bunny Munro vende prodotti di bellezza, miraggi alle solitarie casalinghe della costa del Sud dell’Inghilterra. Alla deriva dopo il suicidio della moglie e in lotta nel tentativo di mantenere una presa sulla realtà, Bunny fa l’unica cosa che gli viene in mente: si mette sulla strada che è sempre stata la sua, con il figlio Bunny Junior di nove anni a rimorchio. La peregrinazione diventa sempre più bizzarra e frenetica, e il viaggio lo porta inesorabilmente a una resa dei conti. Sulla via, riemergono gli spettri del passato – padri decrepiti, fantasmi vendicativi, mariti gelosi ed eccitati killer psicopatici – e vengono a riscuotere i loro debiti…
La morte di Bunny Munro, incandescente e modernissimo racconto morale, è anche il tenero ritratto di una complessa relazione padre-figlio che il lettore non scorderà facilmente. Un grande evento letterario.

“Commesso viaggiatore, donnaiolo, morto che cammina; Bunny Munro forse non è un uomo qualunque, ma qualunque uomo dovrebbe leggere questo libro. E leggerlo per metà sbellicandosi dalle risate e per metà in lacrime, e con la stessa cognizione di sé che si ha davanti allo specchio la mattina dopo.”
David Peace

“Metti Corman McCarthy, Franz Kafka e Benny Hill insieme in un alberghetto sul lido di Brighton e potrebbero venirsene fuori con Bunny Munro. Così com’è, il romanzo emerge maestosamente come il lavoro di uno dei grandi raccontastorie della nostra epoca; è una lettura compulsiva dotata del marchio di fabbrica di Nick Cave, orrore e umanità, spesso appena mascherati da spassosa cavalcata.”
Irvine Welsh

fonte: http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5001313&utm_source=newsletter_U_444&utm_medium=email&utm_c_ontent=1

giovedì 1 ottobre 2009

Macunaíma, Joaquim Pedro de Andrade, 1969


Macunaíma é um filme brasileiro, de 1969, do gênero comédia, dirigido por Joaquim Pedro de Andrade, e baseado na obra homônima de Mário de Andrade. O roteiro foi escrito pelo próprio diretor; a trilha sonora é Jards Macalé, Orestes Barbosa, Silvio Caldas e Heitor Villa-Lobos; a fotografia, de Guido Cosulich e Affonso Beato; o desenho de produção, de Anísio Medeiros, os figurinos, de Anísio Medeiros, a assistência de direção de Carlos Alberto Prates Correia, e a edição, de Eduardo Escorel.

Macunaíma é um dos grandes personagens da carreira de Grande Otelo e e o filme traz um elenco de atores renomados.

fonte: http://pt.wikipedia.org/wiki/Macuna%C3%ADma_%28filme%29

giovedì 10 settembre 2009

O Homem do Pau-Brasil (Joaquim Pedro de Andrade, 1981)


Doze anos após Macunaíma (1969), baseado na obra homônima de Mário de Andrade, Joaquim Pedro de Andrade busca na literatura do outro Andrade - o polêmico escritor Oswald (1890-1954) - a inspiração para O Homem do Pau-Brasil (1981), seu derradeiro longa-metragem.

O resultado é uma comédia inteligente e criativa que faz jus à sua fonte inspiradora. Joaquim Pedro realizou um filme sobre a vida de Oswald que passa ao largo das cinebiografias convencionais. Porém, nas próprias palavras do diretor, o filme “foi feito para quem não sabe de Oswald de Andrade. Para gostar do filme basta ser esperto, irreverente e ter senso de humor – qualidades brasileiras”.

Na película estão presentes as grandes figuras que conviveram com o escritor, como Tarsila do Amaral, Mário de Andrade, Menotti del Picchia, Anita Malfatti, Paulo Prado, Blaise Cendrars, Patrícia Galvão (Pagu), Heitor Villa-Lobos, dentre outros. Porém, nem todos permanecem com os seus respectivos nomes ou identificações físicas, o que neste sentido, exige do espectador referências prévias destas proeminentes figuras que fizeram parte daquela geração de modernistas. Tarsila, por exemplo, é retratada como Branca Clara, revivida pela presença luminosa de Dina Sfat, Pagu é Rosa Lituana (Dora Pellegrino) e Isadora Duncan é Diva (Juliana carneiro da Cunha); uma improvável Susana de Moraes aparece na pele de Villa-Lobos, assim como Dona Olívia, a anfitriã dos modernistas em São Paulo, tornou-se Dona Azeitona, defendida pelo talento e simpatia de Etty Frazer. Porém, pode-se dizer que o “espírito” daqueles personagens que conviveram com Oswald de Andrade permanece nas sutilezas e entrelinhas do filme. Basta lançar um olhar mais atento para que sejam percebidas tais nuanças.

Oswald, por sua vez, é representado simultaneamente por Ítala Nandi e Flávio Galvão, na grande sacada de JPA, que afirma que “quem procurar o Oswald no filme não acha, porque não tem um, tem dois. Uma mulher e um homem, gerados pelo mesmo personagem. Curtem as mesmas mulheres, as mesmas camas e uma intimidade insólita”. Lalá (Regina Duarte), Dorotéia (Cristina Aché), Branca Clara (Dina Sfat) e Rosa Lituana (Dora Pellegrino) são as mulheres com quem os dois Oswalds dividem a cama e as idéias. Idéias que não paravam de fervilhar na cabeça do escritor de Memórias Sentimentais de João Miramar (1924) e Serafim Ponte Grande (1933), que foi um verdadeiro mutante e cuja tônica da obra permanece presente no filme.

Dedicado a Glauber Rocha, o filme premiado no Festival de Cinema de Brasília em 1981, esteve distante de ser uma unanimidade na época de seu lançamento. Críticas negativas suscitaram uma reação do diretor que publicou o na edição de 06 de março de 1982 da Folha de São Paulo, o texto “O Matriarcado Antropofágico” (leia). Provavelmente ainda hoje, com seu recente lançamento em DVD, não seja o filme uma unanimidade. Isso, porém, quer dizer pouco, já que seu caráter polêmico concorre para que não seja esta uma obra em vão.

A edição em DVD traz como bônus o curta Cinema Novo (1967) e nos extras “O Tempo e a Glória” (1981, 9 min.), um passeio lírico no bairro da Glória, Rio de Janeiro, por Pedro Nava, com apresentação e direção de Joaquim pedro de Andrade; “O Cinema Novo revisto por Carlos Diegues, Domingos de Oliveira e Nelson Pereira dos Santos” (2007, 20 min.); “Marília gabriela entrevista Joaquim Pedro e Cristina Aché” (1981, 8 min.); “Susana de Moraes fala sobre O Homem do Pau-Brasil” (2007, 11 min.). No encarte desta edição seguem os textos “Manifesto Antropofágico”, de Oswald de Andrade; Texto de Joaquim Pedro sobre O Homem do Pau-Brasil; “O Homem do Pau-Brasil na Cidade dele”, de Alexandre Eulálio e “Censura na Abertura”, de Leonor Silva Pinto.

Leia edição da Revista Remate de Males sobre Oswald de Andrade (clique)

O Homem do Pau-Brasil
(Brasil, 1981)
Produção: Filmes do Serro Ltda.; Lynxfilm S.A.; Embrafilme – Empresa Brasileira de Filmes S.A
Produção executiva: César Mêmolo Júnior
Roteiro: Joaquim Pedro de Andrade
Co-roteirista: Alexandre Eulálio
Direção: Joaquim Pedro de Andrade
Elenco: Ítala Nandi, Flávio Galvão, Dina Sfat, Cristina Ache, Dora Pellegrino, Regina Duarte, Juliana carneiro da Cunha Paulo Hesse, Etty Frazer, Carlos Gregório, Grande Otello, Othon Bastos, Paulo José, Riva Nimitz, Miriam Muniz, Susana de Moraes, Marcos fayad, Nélson Dantas, Wilson Grey, Patrício Bisso e outros.

fonte: http://blogquemteviuquemteve.blogspot.com/2008/09/o-homem-do-pau-brasil-1981.html

Manifesto Antropófago


Só a Antropofagia nos une. Socialmente. Economicamente. Filosoficamente.

Única lei do mundo. Expressão mascarada de todos os individualismos, de todos os coletivismos. De todas as religiões. De todos os tratados de paz.

Tupi, or not tupi that is the question.

Contra todas as catequeses. E contra a mãe dos Gracos.

Só me interessa o que não é meu. Lei do homem. Lei do antropófago.

Estamos fatigados de todos os maridos católicos suspeitosos postos em drama. Freud acabou com o enigma mulher e com outros sustos da psicologia impressa.

O que atropelava a verdade era a roupa, o impermeável entre o mundo interior e o mundo exterior. A reação contra o homem vestido. O cinema americano informará.

Filhos do sol, mãe dos viventes. Encontrados e amados ferozmente, com toda a hipocrisia da saudade, pelos imigrados, pelos traficados e pelos touristes. No país da cobra grande.

Foi porque nunca tivemos gramáticas, nem coleções de velhos vegetais. E nunca soubemos o que era urbano, suburbano, fronteiriço e continental. Preguiçosos no mapa-múndi do Brasil.

Uma consciência participante, uma rítmica religiosa.

Contra todos os importadores de consciência enlatada. A existência palpável da vida. E a mentalidade pré-lógica para o Sr. Lévy-Bruhl estudar.

Queremos a Revolução Caraiba. Maior que a Revolução Francesa. A unificação de todas as revoltas eficazes na direção do homem. Sem n6s a Europa não teria sequer a sua pobre declaração dos direitos do homem.

A idade de ouro anunciada pela América. A idade de ouro. E todas as girls.

Filiação. O contato com o Brasil Caraíba. Ori Villegaignon print terre. Montaig-ne. O homem natural. Rousseau. Da Revolução Francesa ao Romantismo, à Revolução Bolchevista, à Revolução Surrealista e ao bárbaro tecnizado de Keyserling. Caminhamos..

Nunca fomos catequizados. Vivemos através de um direito sonâmbulo. Fizemos Cristo nascer na Bahia. Ou em Belém do Pará.

Mas nunca admitimos o nascimento da lógica entre nós.

Contra o Padre Vieira. Autor do nosso primeiro empréstimo, para ganhar comissão. O rei-analfabeto dissera-lhe : ponha isso no papel mas sem muita lábia. Fez-se o empréstimo. Gravou-se o açúcar brasileiro. Vieira deixou o dinheiro em Portugal e nos trouxe a lábia.

O espírito recusa-se a conceber o espírito sem o corpo. O antropomorfismo. Necessidade da vacina antropofágica. Para o equilíbrio contra as religiões de meridiano. E as inquisições exteriores.

Só podemos atender ao mundo orecular.

Tínhamos a justiça codificação da vingança. A ciência codificação da Magia. Antropofagia. A transformação permanente do Tabu em totem.

Contra o mundo reversível e as idéias objetivadas. Cadaverizadas. O stop do pensamento que é dinâmico. O indivíduo vitima do sistema. Fonte das injustiças clássicas. Das injustiças românticas. E o esquecimento das conquistas interiores.

Roteiros. Roteiros. Roteiros. Roteiros. Roteiros. Roteiros. Roteiros.

O instinto Caraíba.

Morte e vida das hipóteses. Da equação eu parte do Cosmos ao axioma Cosmos parte do eu. Subsistência. Conhecimento. Antropofagia.

Contra as elites vegetais. Em comunicação com o solo.

Nunca fomos catequizados. Fizemos foi Carnaval. O índio vestido de senador do Império. Fingindo de Pitt. Ou figurando nas óperas de Alencar cheio de bons sentimentos portugueses.

Já tínhamos o comunismo. Já tínhamos a língua surrealista. A idade de ouro.

Catiti Catiti

Imara Notiá

Notiá Imara

Ipeju*

A magia e a vida. Tínhamos a relação e a distribuição dos bens físicos, dos bens morais, dos bens dignários. E sabíamos transpor o mistério e a morte com o auxílio de algumas formas gramaticais.

Perguntei a um homem o que era o Direito. Ele me respondeu que era a garantia do exercício da possibilidade. Esse homem chamava-se Galli Mathias. Comia.

Só não há determinismo onde há mistério. Mas que temos nós com isso?

Contra as histórias do homem que começam no Cabo Finisterra. O mundo não datado. Não rubricado. Sem Napoleão. Sem César.

A fixação do progresso por meio de catálogos e aparelhos de televisão. Só a maquinaria. E os transfusores de sangue.

Contra as sublimações antagônicas. Trazidas nas caravelas.

Contra a verdade dos povos missionários, definida pela sagacidade de um antropófago, o Visconde de Cairu: – É mentira muitas vezes repetida.

Mas não foram cruzados que vieram. Foram fugitivos de uma civilização que estamos comendo, porque somos fortes e vingativos como o Jabuti.

Se Deus é a consciênda do Universo Incriado, Guaraci é a mãe dos viventes. Jaci é a mãe dos vegetais.

Não tivemos especulação. Mas tínhamos adivinhação. Tínhamos Política que é a ciência da distribuição. E um sistema social-planetário.

As migrações. A fuga dos estados tediosos. Contra as escleroses urbanas. Contra os Conservatórios e o tédio especulativo.

De William James e Voronoff. A transfiguração do Tabu em totem. Antropofagia.

O pater famílias e a criação da Moral da Cegonha: Ignorância real das coisas+ fala de imaginação + sentimento de autoridade ante a prole curiosa.

É preciso partir de um profundo ateísmo para se chegar à idéia de Deus. Mas a caraíba não precisava. Porque tinha Guaraci.

O objetivo criado reage com os Anjos da Queda. Depois Moisés divaga. Que temos nós com isso?

Antes dos portugueses descobrirem o Brasil, o Brasil tinha descoberto a felicidade.

Contra o índio de tocheiro. O índio filho de Maria, afilhado de Catarina de Médicis e genro de D. Antônio de Mariz.

A alegria é a prova dos nove.

No matriarcado de Pindorama.

Contra a Memória fonte do costume. A experiência pessoal renovada.

Somos concretistas. As idéias tomam conta, reagem, queimam gente nas praças públicas. Suprimarnos as idéias e as outras paralisias. Pelos roteiros. Acreditar nos sinais, acreditar nos instrumentos e nas estrelas.

Contra Goethe, a mãe dos Gracos, e a Corte de D. João VI.

A alegria é a prova dos nove.

A luta entre o que se chamaria Incriado e a Criatura – ilustrada pela contradição permanente do homem e o seu Tabu. O amor cotidiano e o modusvivendi capitalista. Antropofagia. Absorção do inimigo sacro. Para transformá-lo em totem. A humana aventura. A terrena finalidade. Porém, só as puras elites conseguiram realizar a antropofagia carnal, que traz em si o mais alto sentido da vida e evita todos os males identificados por Freud, males catequistas. O que se dá não é uma sublimação do instinto sexual. É a escala termométrica do instinto antropofágico. De carnal, ele se torna eletivo e cria a amizade. Afetivo, o amor. Especulativo, a ciência. Desvia-se e transfere-se. Chegamos ao aviltamento. A baixa antropofagia aglomerada nos pecados de catecismo – a inveja, a usura, a calúnia, o assassinato. Peste dos chamados povos cultos e cristianizados, é contra ela que estamos agindo. Antropófagos.

Contra Anchieta cantando as onze mil virgens do céu, na terra de Iracema, – o patriarca João Ramalho fundador de São Paulo.

A nossa independência ainda não foi proclamada. Frape típica de D. João VI: – Meu filho, põe essa coroa na tua cabeça, antes que algum aventureiro o faça! Expulsamos a dinastia. É preciso expulsar o espírito bragantino, as ordenações e o rapé de Maria da Fonte.

Contra a realidade social, vestida e opressora, cadastrada por Freud – a realidade sem complexos, sem loucura, sem prostituições e sem penitenciárias do matriarcado de Pindorama.

OSWALD DE ANDRADE Em Piratininga Ano 374 da Deglutição do Bispo Sardinha." (Revista de Antropofagia, Ano 1, No. 1, maio de 1928.)

* "Lua Nova, ó Lua Nova, assopra em Fulano lembranças de mim", in O Selvagem, de Couto Magalhães

mercoledì 26 agosto 2009

Camurria, di e con Gaspare Balsamo



Mercoledì sera 26 agosto ore 21.00 al Teatro Giuseppe Di Stefano – Villa Margherita - Camurria di e con Gaspare Balsamo musiche originali eseguite dal vivo organetti Alessandro D’Alessandro dumbek, dayre, tamburello, melodica, didjeridoo Gianluca Bacconi luci Giuseppe Pesce. Costo del Biglietto € 5.00.

Atto unico di 60 minuti Camurria - seccatura in dialetto siciliano - opera prima di Gaspare Balsamo, trapanese classe 1975, è la storia di storie strappate alla memoria, è la narrazione della vicende di una famiglia, di un picciutteddo, di un nonno, di una bisnonna e della sua orazione, rivissuta attraverso la magia del teatro dell’opera dei pupi. Lo spettacolo nasce dall’idea affascinante che dietro il mondo dei Pupi e delle Marionette ci siano le storie delle persone e delle loro famiglie, le vite dei pupari e dei cuntisti. E’ proprio questo che il testo scenico racconta, accompagnato dai toni forti del movimento, della danza, del ritmo e della musica, affidata ad Alessandro D’Alessandro (organetti), Gianluca Bacconi (percussioni, melodica, didjeridoo). Sullo sfondo i colori della Sicilia, quella a cavallo tra le due guerre. ‘Camurria - nelle parole di Gaspare Balsamo - è il senso di appartenenza, è l’attaccamento alla terra, alla cultura popolare a cui il teatro deve sempre attingere.

mercoledì 19 agosto 2009

Addio a Fernanda Pivano portò l'America in Italia (da La Repubblica.it)



Fece conoscere nel nostro Paese gli scrittori Usa, da Hemingway alla beat generation
Protagonista della scena culturale, amica di grandi autori e musicisti

La sua prima traduzione fu quella, parziale, dell'Antologia di Spoon River
di DARIO PAPPALARDO

Addio a Fernanda Pivano portò l'America in Italia

MILANO - "I miei adorati scrittori americani mi accompagnavano durante la guerra facendomi coraggio con le loro storie". E lei, Fernanda Pivano, la compagna italiana degli scrittori americani, si è spenta in una clinica privata di Milano, un mese dopo il suo novantaduesimo compleanno.

Scrittrice, giornalista, traduttrice e critica, nasce a Genova il 18 luglio 1917. A ventiquattro anni - e in piena seconda guerra mondiale - si laurea in Lettere con una tesi in letteratura americana su Moby Dick. Il capolavoro di Melville è la chiave che le apre la porta sul mondo della grande letteratura made in Usa. Nel 1943, pubblica la prima parziale traduzione dell'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters.

Il suo mentore è Cesare Pavese, già suo professore al liceo D'Azeglio di Torino e il primo di una serie di incontri fondamentali, tra cui quello con il marito, il grande architetto e designer Ettore Sottsass. L'incontro del 1948, a Cortina, è con Ernest Hemingway. Nasce un rapporto di amicizia e di lavoro. Nel 1949, Mondadori manda in stampa la traduzione di Addio alle armi. La Pivano sarà la maggiore curatrice delle opere dell'autore de Il vecchio e il mare.

Il primo viaggio negli Stati Uniti è del 1956. Al suo ritorno, porterà in Italia la poetica, le pagine di letteratura e di vita della beat generation. Di Gregory Corso, Lawrence Ferlinghetti e poi William Burroughs. La prefazione a Sulla strada di un certo Jack Kerouac è sua. Negli anni successivi, traduce Allen Ginsberg, ma anche Bob Dylan. Il suo approccio alla letteratura non conosce steccati. Di Fabrizio De Andrè dirà, prima di altri, "è il più grande poeta italiano del Novecento".

Intanto, inizia a raccogliere i ricordi dei grandi che ha incontrato: Hemingway, Francis Scott Fitzgerald, Dorothy Parker, William Faulkner. Tutti protagonisti del suo libro I mostri degli anni Venti, del 1976. Seguono l'intervista a Charles Bukowski, Quello che mi importa è grattarmi sotto le ascelle e una fondamentale biografia di Hemingway.

I suoi Diari (1917-1973), pubblicati da Bompiani, sono una messe di aneddoti ed episodi tratti da una vita straordinaria. Negli ultimi anni, la Pivano continua a promuovere e a riconoscere il talento dei nuovi narratori d'America: Bret Easton Ellis, Chuck Palahniuk, David Foster Wallace. Il suo amore per la musica la porta a partecipare al video di Luciano Ligabue, Almeno credo, e a partecipare alla realizzazione del disco di Morgan omaggio-remake a De Andrè, Non al denaro, non all'amore né al cielo.

I funerali si svolgeranno venerdì a Genova, nella basilica dell'Assunta in Carignano. La stessa dove si celebro, dieci anni fa, l'addio all'amico poeta De Andrè.

(18 agosto 2009)

fonte: http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/spettacoli_e_cultura/morta-pivano/morta-pivano/morta-pivano.html

nella foto: Fernanda Pivano e Charles Bukowski (http://www.fernandapivano.it)

venerdì 10 luglio 2009

O regresso de A Phala


A voz pública tem a teimosia como um defeito; crismada perseverança torna-se uma virtude.

Por teimosia (ou perseverança) A Phala regressa.

Concebida em 1986 por Manuel Hermínio Monteiro, prosseguiu, nesse formato inicial, até 2003. De periodicidade irregularmente trimestal foi assegurando o interesse dos leitores. Instrumento, sem dúvida, da construção da editora que a Assírio & Alvim era e da sua evolução, foi bastante mais que isso. Procurou (e é grato pensar que conseguiu) ser observador atento e agente de divulgação do que a cultura portuguesa ia produzindo – em particular da poesia escrita em português ou em português vertida. A que na altura era escrita e publicada e aquela que tinha de ser recuperada e promovida.

A certa altura, este projecto, na forma que adquiriu, pareceu esgotar-se. À procura de um modelo mais ambicioso, menos rotineiro, A Phala sofreu uma transformação, na forma e no conteúdo. O primeiro número foi publicado, com o privilégio de, até agora, se ter revelado único.

Mudam-se os tempos… (que não as vontades) e teimosamente A Phala regressa, adaptada às novas formas de comunicação. Os objectivos são os mesmos. Deseja-se que a qualidade seja a mesma e mereça, de novo, a atenção de antigos leitores e a nova atenção de outros.

José Alberto Oliveira

A Phala online, disponível a partir de hoje em phala.wordpress.com.

fonte: http://www.assirioealvim.blogspot.com/

sabato 27 giugno 2009

# amor tavor

"Il tavor é un ipnotico.benzodiazapinico.
La benzodiazepina agisce sul sistema gabaergico, determinando una riduzione dei neurotrasmettitori cerebrali. il sistema gabaergico contiene neuroni che utilizzano l'acido Gamma-amino Bautirrico come neurotrasmettitore. Le benzodiazepine sono farmaci ben tollerati. Effetti collaterali: stanchezza. Mal di testa. Secchezza delle fauci. Riduzione della capacità di attenzione e di oncentrazione. Sedazione.Piú raramente vengono lamentati: confusione mentale. Vertigini. Irrequietezza motoria. Perdita di memoria. Il Tavor é un ipnotico. Tale e quale all'amore."

da: "Amor Tavor" (Carlo D'Amicis), peQuod edizioni, 2003

sabato 30 maggio 2009

La prima maschera. Tutto il teatro. Mario de Sa-Carneiro

in libreria:

Mário de Sá-Carneiro "La prima maschera. Tutto il teatro"
Albatros Il Filo
(Traduzione, introduzione, note e apparati di Anna Fodale)

giovedì 28 maggio 2009

Elegia per un'insonne. Maria Mercedes de Andrade (trad. Anna Fodale)

bem...chegamos...
Nas livrarias sicilianas (por enquanto) e no site: http://www.coppolaeditore.com/

Finalmente ce l'abbiamo fatta...il libro si può trovare nelle librerie siciliane (almeno per adesso) o sul sito: http://www.coppolaeditore.com/

mercoledì 27 maggio 2009

#insónia de poucas palavras

Numa noite insone oiço a musica a tocar e sinto os meus pensamentos correr atrás das notas numa espécie de toca e foge, não consigo para-los, também não sei como fazer... parece que tudo esta pronto a arrebentar mas vai ficar tudo igual até quando não decidir que chegou o momento, o exacto momento...exacto??? como posso saber se é a altura certa, como posso saber o que acontecera depois?? talvez seja melhor continuar a correr atrás das notas e mergulhar naquela voz que da carinho e que me me leva até a sombra do teu sorriso...
The shadow of your smile
When you have gone
Will color
all my dreams
And light the dawn

Look into my
eyes, my love, and see
All the lovely things, you are, to
me

Our wistful little star
It was far, too
high
A teardrop kissed your lips
And so, so did I

Now when I remember spring
And every little lovely
thing
I will be remembering
The shadow of your smile

Your lovely smile

Johnny Mandel



mercoledì 6 maggio 2009

Slow Food on Film

dal blog di Marco Cazzato: http://sessantanotturno.blogspot.com/

Slow Food on Film è un festival internazionale di cinema e cibo promosso dal movimento Slow Food e dalla Cineteca del Comune di Bologna.

Slow Food on Film promuove una nuova consapevolezza critica nella cultura alimentare, mostrando film, cortometraggi, documentari e serie tv che sviluppino un discorso originale sul cibo (pulsioni, perversioni, implicazioni identitarie e affettive), sui problemi dell'agroalimentare (effetti economici, sociali e ricadute ambientali) e sulla memoria gastronomica come patrimonio da salvare.

Dopo il grande successo della prima edizione bolognese, Slow Food On Film ritorna dal 6 al 10 Maggio 2009.

www.slowfoodonfilm.com

questo sopra il manifesto con la mia illustrazza.

domenica 12 aprile 2009

A luz de Tieta



Todo dia é o mesmo dia
A vida é tão tacanha
Nada novo sob o sol
Tem que se esconder no escuro
Quem na luz se banha
Por debaixo do lençol...

Nessa terra a dor é grande
A ambição pequena
Carnaval e futebol
Quem não finge
Quem não mente
Quem mais goza e pena
É que serve de farol...

Existe alguém em nós
Em muitos dentre nós
Esse alguém
Que brilha mais do que
Milhões de sóis
E que a escuridão
Conhece também...

Existe alguém aqui
Fundo no fundo de você
De mim
Que grita para quem quiser ouvir
Quando canta assim...

Toda noite é a mesma noite
A vida é tão estreita
Nada de novo ao luar
Todo mundo quer saber
Com quem você se deita
Nada pode prosperar...

É domingo, é fevereiro
É sete de setembro
Futebol e carnaval
Nada muda, é tudo escuro
Até onde eu me lembro
Uma dor que é sempre igual...

Existe alguém em nós
Em muitos dentre nós
Esse alguém
Que brilha mais do que
Milhões de sóis
E que a escuridão
Conhece também...

Existe alguém aqui
Fundo no fundo de você
De mim
Que grita para quem quiser ouvir
Quando canta assim...

Êta!
Êta, êta, êta
É a lua, é o sol é a luz de tiêta
Êta, êta!...(2x)

Existe alguém em nós
Em muitos dentre nós
Esse alguém
Que brilha mais do que
Milhões de sóis
E que a escuridão
Conhece também...

Existe alguém aqui
Fundo no fundo de você
De mim
Que grita para quem quiser ouvir
Quando canta assim...

Toda noite é a mesma noite
A vida é tão estreita
Nada de novo ao luar
Todo mundo quer saber
Com quem você se deita
Nada pode prosperar...

É domingo, é fevereiro
É sete de setembro
Futebol e carnaval
Nada muda, é tudo escuro
Até onde eu me lembro
Uma dor que é sempre igual...

Existe alguém em nós
Em muitos dentre nós
Esse alguém
Que brilha mais do que
Milhões de sóis
E que a escuridão
Conhece também...

Existe alguém aqui
Fundo no fundo de você
De mim
Que grita para quem quiser ouvir
Quando canta assim...

Êta
Êta, êta, êta
É a lua, é o sol é a luz de tiêta
Êta, êta!...

Caetano Veloso

giovedì 9 aprile 2009

L'anima del vino

"Dentro a questa mia prigione di vetro e sotto i rossi suggelli, verso te sospingo, o caro diseredato, o Uomo, un canto pieno di luce e di fraternità.
So bene quanta pena, sudore, e quanto sole cocente, sopra la collina in fiamme, son necessari per donarmi vita ed infondermi l'anima.
Ma ingrato non sarò, né malefico, ché provo immensa gioia quando nella gola cado d'un uomo usato dal lavoro:
il suo petto per me è una dolce tomba e mi ci trovo meglio che nel freddo delle cantine.
Odi risuonare i ritornelli delle tue domeniche e la speranza che bisbiglia dentro al mio seno che palpita?
Coi gomiti sopra il tavolo mentre ti rimbocchi le maniche, mi vanterai e contento sarai: della tua donna affascinata accenderò lo sguardo; robustezza ridarò a tuo figlio e i suoi colori, e sarò per codesto esile atleta della vita, l'unguento che rafforza i muscoli dei lottatori.
In te cadrò, ambrosia vegetale, grano prezioso, sparso dal Seminatore eterno, perché poi dal nostro amore nasca la poesia che a Dio rivolta spunterà in boccio come un raro fiore."

Charles Baudelaire

domenica 5 aprile 2009

Martedì 7 Aprile

Stasera al caffè letterario...

Auto-Ajuda- Antologia de poesia de Tiago Gomes


A festa já foi...mas o livro está a venda...
e vale a pena comprá-lo!!!

Auto-Ajuda

Antologia de poesia de Tiago Gomes

Tiago Gomes

Autor, performer, morador, activista, peão, poeta, vivo, um homem que viaja no lugar do morto e editor da revista Bíblia. Podemos acrescentar actor, produtor, escritor de canções, sempre envolvido nas coisas da cultura, dos editores, dos livros, com amigos em Espanha, e no porto e no Barreiro e, claro, em todas as
esquinas da sua cidade.
Com este BI se apresentava Tiago Gomes em 1998, na capa do seu livro Viola-Me Eléctrica, editado pela Fenda.
Nesse ano fértil, Tiago Gomes já tinha editado Brincadeiras Com Cianeto.
Mais para trás, em1995, escreveu e publicou Homem Vago Em Cinzento e em 1993, o primeiro livro, a dar o tom: Caixa Negra De Avião Desviado Por Ataque Terrorista. Podemos acrescentar: actor, produtor, escritor de canções, com amigos em Espanha, e no Porto e no Barreiro e, claro, em todas as esquinas de Lisboa. E poeta. Que escreve poesia urbana, contemporânea. Às vezes pop, às vezes com saudades do surrealismo, às vezes combativa, interventiva, às vezes desanimada, às vezes apaixonada. Sempre irónica e quase sempre de Lisboa.

fonte: http://amariposa.net/site/noticias/auto-ajuda/

giovedì 2 aprile 2009

Love me or leave me - Nina Simone

NINA SIMONE -"Revolution" (1969)



And now we got a revolution
Cause i see the face of things to come
Yeah, your Constitution
Well, my friend, its gonna have to bend
Im here to tell you about destruction
Of all the evil that will have to end.
Some folks are gonna get the notion
I know theyll say im preachin hate
but if i have to swim the ocean
well i would just to communicate
its not as simple as talkin jive
the daily struggle just to stay alive
Singin about a revolution
because were talkin about a change
its more than just evolution
well you know you got to clean your brain
the only way that we can stand in fact
is when you get your foot off our back

martedì 31 marzo 2009

do blogue da Assírio & Alvim


APOSTILA
(considerações mínimas sobre Fernando Pessoa)

Pintura de Ilda David’
Espaço Pessoa & Companhia
28/03 – 02/05/2009

A Assírio & Alvim e a ABBC — Azevedo Neves, Benjamim Mendes, Bessa Monteiro, Carvalho e Associados, Sociedade de Advogados — convidam-no(a) para a inauguração da exposição de pintura de Ilda David’, que decorrerá no próximo sábado, dia 28 de Março, a partir das 19h00, no Espaço Pessoa & Companhia ao Largo de São Carlos, em Lisboa.

fonte: http://www.assirioealvim.blogspot.com/

domenica 22 marzo 2009

venerdì 13 marzo 2009

# caetano

Não tenho o hábito de ouvir aquelas musicas que me fazem lembrar de alguém..Foi por acaso que ouvi esta, e logo ontem, assim a minha cabeça encheu-se logo de pensamentos, bons e maus, de saudades, de arrepios...há poucas coisas que tem este poder de me fazer sentir assim...agora sou forte, agora já não preciso de nada, digo eu...mas não parece ser assim...não sei , talvez seja esta altura, devem ser os trinta anos, deve ser o facto que reparei que finalmente aquela cadeia de telefonemas e de receios já não existe.. e então faço como sempre fiz, ponho a musica a tocar e aproveito da voz do Caetano para viajar longe com os pensamentos e gozar o momento..



Às vezes, no silêncio da noite
Eu fico imaginando nós dois
Eu fico ali sonhando acordado, juntando
O antes, o agora e o depois
Por que você me deixa tão solto?
Por que você não cola em mim?
Tô me sentindo muito sozinho!

Não sou nem quero ser o seu dono
É que um carinho às vezes cai bem
Eu tenho meus desejos e planos secretos
Só abro pra você mais ninguém
Por que você me esquece e some?
E se eu me interessar por alguém?
E se ela, de repente, me ganha?

Quando a gente gosta
É claro que a gente cuida
Fala que me ama
Só que é da boca pra fora
Ou você me engana
Ou não está madura
Onde está você agora?

Quando a gente gosta
É claro que a gente cuida
Fala que me ama
Só que é da boca pra fora
Ou você me engana
Ou não está madura
Onde está você agora?

Caetano Veloso

martedì 10 marzo 2009

Last Goodbye - Jeff Buckley



This is our last goodbye
I hate to feel the love between us die
But its over
Just hear this and then Ill go
You gave me more to live for
More than youll ever know

This is our last embrace
Must I dream and always see your face
Why cant we overcome this wall
Well, maybe its just because I didnt know you at all

Kiss me, please kiss me
But kiss me out of desire, babe, and not consolation
You know it makes me so angry cause I know that in time
Ill only make you cry, this is our last goodbye

Did you say no, this cant happen to me,
And did you rush to the phone to call
Was there a voice unkind in the back of your mind
Saying maybe you didnt know him at all
You didnt know him at all, oh, you didnt know

Well, the bells out in the church tower chime
Burning clues into this heart of mine
Thinking so hard on her soft eyes and the memories
Offer signs that its over... its over

martedì 10 febbraio 2009

# aproveito

As vezes a vida da voltas que nem imaginamos... não esperamos e que desejamos há muito tempo sem reparar, é assim que acontece, e cabe aqui uma citação (obrigada T.): assim é que é!! Acontecem tantas coisas que nem temos o tempo para pensar, ou seja, eu estou sempre a pensar, a minha cabeça é uma maquina infatigável, não para, é incrível! Mas nunca pensei não ter tempo para fazer certas coisas, é tudo uma confusão... esta é uma daquelas alturas em que se pararmos para mentalizar, as coisas fogem... bem, desta vez não, não vai acontecer, tenho a certeza, porque pela primeira vez sinto que tudo esta a iniciar um caminho, bom ou mau que seja, é sempre alguma coisa... é difícil dizer como isto aconteça, porque, como sempre, os sentimentos contrastantes que me caracterizam fazem-se sentir, mas eu desta vez não vou ficar parada a olhar, desta vez vou acompanha-los, para que se tornem como eu quero... é como despertar-se depois dum sono de 24 horas... um sono que compreendeu pesadelos e sonhos, mas que afinal nos prendeu naquela rede do inconsciente que muitas vezes nos cega, e, porque não, talvez cuide de nos... e então não há nada por fazer se não aproveitar e aproveitar, para que nem um instante fuja, e possamos gozar tudo tudo o que acontece... illustrazione: Kandisky

giovedì 5 febbraio 2009

dalla newsletter di Emergency n. 5 - Anno 2009

Gino Strada: «L'emendamento anti immigrati: una norma stolta prima
ancora che perversa»

A oggi, in Italia, una legge vieta al personale sanitario di
denunciare gli immigrati conosciuti per ragioni di cura, anche se la
loro presenza in Italia non fosse regolare. Un emendamento approvato
al Senato intende sopprimere questa norma. Si metterebbero cosi' gli
individui nella condizione di scegliere fra l'accesso alle cure e il
rischio di una denuncia; si spingerebbe parte della popolazione
presente in Italia nella clandestinita' sanitaria, con grandi rischi
per se' e per la collettivita'.

Si vuole affidare ai singoli medici la scelta se garantire lo stesso
diritto alla cura a tutti gli individui, nel miglior interesse del
paziente e nel rispetto del segreto professionale, oppure se
esercitare la facolta' di denunciare i loro pazienti
"irregolari".

Secondo tutti i medici che ho conosciuto e apprezzato, l'unico modo
giusto e civile per fare medicina e' garantire a tutti la miglior
assistenza possibile, senza distinzione alcuna riguardo a colore della
pelle, sesso, convinzioni politiche, religiose o culturali,
nazionalita' o status giuridico. Questo e' il modo in cui
Emergency ha
lavorato, per quindici anni in tredici diversi paesi, curando tre
milioni di persone senza distinzioni. Questo e' il modo con cui
continuiamo a lavorare, anche in Italia, nel Poliambulatorio per
migranti e persone indigenti di Palermo.

Anche di fronte all'incivilta' sollecitata da una norma stolta
prima
ancora che perversa, sono certo che i medici italiani agiranno nel
rispetto del giuramento di Ippocrate, nel rispetto della Costituzione
e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Nel rispetto,
soprattutto, di chiunque si rivolga a loro avendo bisogno di un
medico.

Gino Strada

domenica 1 febbraio 2009

Chove Chuva



Chove chuva, chove sem parar
Chove chuva, chove sem parar
Pois eu vou fazer uma prece
Pra Deus, Nosso Senhor
Pra chuva parar de molhar
O meu divino amor
Que é muito lindo
É mais que o infinito
É puro e é belo
Inocente como a flor
Por favor, chuva ruim
Não molhe mais o meu amor assim
Por favor, chuva ruim
Não molhe mais o meu amor assim
Chove chuva, chove sem parar
Chove chuva, chove sem parar

Jorge Ben Jor

venerdì 30 gennaio 2009

Inéditos de Herberto Helder


Para esclarecer as dúvidas de alguns leitores e livreiros que nos têm chegado nos últimos dias, reproduzimos a seguir a estrutura fundamental do índice de Ofício Cantante, «título escolhido para a primeira publicação, em 1967, de poemas reunidos do autor [...] agora recuperado para a sua poesia completa», conforme reza a nota editorial de abertura desta edição. A COLHER NA BOCA [pp. 7-102], POEMACTO [103-124], LUGAR [125-182], COMUNICAÇÃO ACADÉMICA [183-186], A MÁQUINA LÍRICA [187-214], A MÁQUINA DE EMARANHAR PAISAGENS [215-221], HÚMUS [223-239], CINCO CANÇÕES LACUNARES [241-257], OS BRANCOS ARQUIPÉLAGOS [259-269], ANTROPOFAGIAS [271-296], ETC. [297-302], EXEMPLOS [303-316], O CORPO O LUXO A OBRA [317-328], DEDICATÓRIA [329-347], FLASH, [349-367], A CABEÇA ENTRE AS MÃOS [369-396], ÚLTIMA CIÊNCIA [397-438], OS SELOS [439-467], OS SELOS, OUTROS, ÚLTIMOS [469-482], DO MUNDO [483-531], A FACA NÃO CORTA O FOGO [533-618].
Para além de poemas retrabalhados e aumentados, refira-se ainda que A Faca Não Corta o Fogo, agora parte integrante dos poemas reunidos em Ofício Cantante, acrescenta 10 poemas inéditos à edição súmula & inédita de 2008.

fonte: http://www.assirioealvim.blogspot.com/

martedì 27 gennaio 2009

Vinicio Capossela canta "La città vecchia" di Fabrizio de Andrè (speciale De Andrè 2009)


Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi
ha già troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi,
una bimba canta la canzone antica della donnaccia
quello che ancor non sai tu lo imparerai solo qui tra le mie braccia.

E se alla sua età le difetterà la competenza
presto affinerà le capacità con l'esperienza
dove sono andati i tempi di una volta per Giunone
quando ci voleva per fare il mestiere anche un po' di vocazione.

Una gamba qua, una gamba là, gonfi di vino
quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino
li troverai là, col tempo che fa, estate e inverno
a stratracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo.

Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiere
per dimenticare d'esser stati presi per il sedere
ci sarà allegria anche in agonia col vino forte
porteran sul viso l'ombra di un sorriso tra le braccia della morte.

Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone
forse quella che sola ti può dare una lezione
quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie.
Quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.

Tu la cercherai, tu la invocherai più di una notte
ti alzerai disfatto rimandando tutto al ventisette
quando incasserai delapiderai mezza pensione
diecimila lire per sentirti dire "micio bello e bamboccione".

Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli
In quell'aria spessa carica di sale, gonfia di odori
lì ci troverai i ladri gli assassini e il tipo strano
quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano.

Se tu penserai, se giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo.

Fabrizio de André

#encontro

é dificil, tudo se complica. Encontrar pessoas depois de terem passado anos é uma sensaçao que ja conheçia, mas cada vez é sempre melhor. So que ha formas de se reencontrar, e desta vez gostei mas nao assim tanto. A maior razao pela qual vim ca foi o ultimo adeus, aquele ultimo adeus que nao pensava dizer assim cedo...sei que vou sentir saudades, sei que nao vais me deixar sozinha, mas nao consigo perdoar-te, nao percebo porque me fizeste isso, a mim e a quem te adorava...sabes que falo assim, é so raiva, desespero, afinal sabes também que vou te perdoar e sobretudo que nao vais sair daqui, desta cabecinha que anda sempre a pensar, sem parar, assim como dizias....portanto nao é o ultimo adeus, é so uma forma de te mandar o meu forte abraço...

illustrazione: Marco Cazzato
fonte: http://www.myspace.com/marcocazzato
(speriamo non me ne voglia...)

giovedì 22 gennaio 2009

Tool - Parabola



We barely remember who or what came before this precious moment,
We are choosing to be here right now. hold on, stay inside...
This holy reality, this holy experience. choosing to be here in...

This body. this body holding me. be my reminder here that I am not alone in
This body, this body holding me, feeling eternal all this pain is an illusion.

Alive

This holy reality, in this holy experience. choosing to be here in...

This body. this body holding me. be my reminder here that I am not alone in
This body, this body holding me, feeling eternal all this pain is an illusion...
Of what it means to be alive

Swirling round with this familiar parable.
Spinning, weaving round each new experience.
Recognize this as a holy gift and celebrate this
Chance to be alive and breathing
Chance to be alive and breathing.

This body holding me reminds me of my own mortality.
Embrace this moment. remember. we are eternal.
All this pain is an illusion.

giovedì 15 gennaio 2009

Festa Lebowski al Caffè sotto il mare

sabato 17 gennaio... accorrete in abbigliamento Lebowskiano al Cafè sotto il Mare...

fonte: http://www.ilcaffesottoilmare.blogspot.com/

Il Castello errante di Hawl- Miyazaki- al caffè sotto il mare


fonte: http://www.ilcaffesottoilmare.blogspot.com/

Semaforo Rosso- Ornella Vanoni, Toquinho, Vinicius de Moraes



Olá, como vai?
Eu vou indo, e você, tudo bem?
Tudo bem, eu vou indo, correndo
Pegar meu lugar no futuro , e você?
Tudo bem, eu vou indo, em busca
De um sono tranquilo, quem sabe?
Quanto tempo... pois é, quanto tempo...
Me perdoe a pressa
É a alma dos nosso negócios
Qual, não tem de quê, eu também só ando a cem
Quando é que você telefona?
Precisamos nos ver por aí
Pra semana,prometo, talvez nos vejamos
Quem sabe?
Quanto tempo, pois é... quanto tempo...
Tanta coisa que eu tinha a dizer
Mas eu sumi na poeira das ruas
Eu também tenho algo a dizer
Mas me foge a lembrança
Por favor, telefone
Eu preciso beber alguma coisa rapidamente
Pra semana... O sinal...
Eu procuro você...
Vai abrir, vai abrir!
Prometo, não esqueço
Por favor, não esqueça
Não esqueça, não esqueça , não esqueça

domenica 11 gennaio 2009

#para ti

O dia em que foste embora foi o ultimo dia em que escrevi... ainda faz mal, ainda é difícil enfrentar as coisas e mentalizar que vou ter que reagir de qualquer forma. Antes pensava que era tudo para mim, que fazia as coisas para a minha satisfação e para o meu bem estar, mas a vontade de telefonar logo para ti é só a confirmação do facto que tu eras, e para mim continuas a ser, indispensável para mim... nem imaginas como fiquei, como me deixaste... os astros disseram que este para mim é um ano de confirmações, um ano para colher os frutos de todos os esforços e os sacrifícios do ano passado... quando ouvi isso fiquei feliz mas houve um momento em que senti algo, como um travão que parasse a minha felicidade, e foi mesmo o não poder dizer isto a ninguém, ou melhor, não fazer o que fazia contigo... mas decidi que para mentalizar a tua ausência é preciso mentalizar que a tua é só uma ausência física, já que para mim não te foste, mas estas sempre aqui ao meu lado, e é para ti que este ano vou conseguir fazer aquilo que te tinha prometido, e de que tínhamos falado...para ti...

imagem: Chagall

giovedì 8 gennaio 2009

Carly Simon - You're so vain



You walked into the party like you were walking onto a yacht
Your hat strategically dipped below one eye
Your scarf it was apricot
You had one eye on the mirror as you watched yourself gavotte
And all the girls dreamed that theyd be your partner
Theyd be your partner, and...

Youre so vain, you probably think this song is about you
Youre so vain, Ill bet you think this song is about you
Dont you? dont you?

You had me several years ago when I was still quite naive
Well you said that we made such a pretty pair
And that you would never leave
But you gave away the things you loved and one of them was me
I had some dreams, they were clouds in my coffee
Clouds in my coffee, and...

I had some dreams they were clouds in my coffee
Clouds in my coffee, and...
Well I hear you went up to saratoga and your horse naturally won
Then you flew your lear jet up to nova scotia
To see the total eclipse of the sun
Well youre where you should be all the time
And when youre not youre with
Some underworld spy or the wife of a close friend
Wife of a close friend, and...

martedì 6 gennaio 2009

Carizzi R'amuri (Es-souk)



Ri notti cavaleri spuntanu ri vausi

firrianu ntunnu ntunnu ballanu
si priparanu i viu paittiri spiriscinu nto sonnu
accussì abbannunata cunta – ntunnu terra abbruciata sutta nfunnu scavannu acqua jlata
nzemmula beni e mali.

Es-souk si inchi
u cori si inchi
ri occhi nivuri
Es-souk si inchi
mi runi carezzi r'amuri.

Ntunnu ntunnu o focu fannu u me nomi
ballannu mi chiamanu sugnu ammira
tant'anni passati menzu a ventu e suli
si senti l'amuri comu scuma ri mari.

Ti nsunnava vulannu supra na naca r'acqua
occhi chini ri siti ballanu
si priparanu i viu paittiri spiriscinu nto sonnu
accussì addumata cunta – vampi i focu nni runa sutta nfunnu scavannu signali r'amuri
nzemmula beni e mali.

Es-souk si inchi...

Agricantus

domenica 4 gennaio 2009

A Naifa- Señoritas



naquele porto os metalómanos barcos
esmagam a paisagem
de energia brutal, parada.

num barco soviético
o marinheiro põe o punho a meio gás
como o comunismo enjeitado na sua terra.

disse-lhe que portugal ainda tinha muitos comunistas
mas o que ele queria saber era onde havia señoritas
que o levassem a dar uma volta.

letras: tiago gomes

beijo TiaGuini...

fonte:http://www.anaifa.com/pt_musicas08.html

venerdì 2 gennaio 2009

Domenica 4 Gennaio 2009 alle ore 18,00


Presentazione del libro "Petralia" di Ignazio Bascone.

Petralia è parte della storia di quell'Italia tagliata in due, è un
protagonista, è solo un uomo, un semplice picciotto venuto dal sud in Piemonte
per realizzare il sogno di una vittoria che trascinava una guerra già persa. E'
la storia semplice ma significativa e vibrante di un soldato divenuto comandante partigiano perché tradito dagli stessi ideali che lo avevano entusiasmato da giovane.

Alla presentazione interverranno, oltre l'autore stesso, Franco Sferlazzo e Salvino Martinciglio.

dove: Caffè letterario IL Caffè sotto il mare, via Libertà, Trapani.
fonte: http://ilcaffesottoilmare.blogspot.com/