lunedì 20 maggio 2013

Elif Shafak, "La casa dei quattro venti", Rizzoli

Dicono che i gemelli siano inseparabili, due corpi per un’anima sola. Pembe e Jamila sono nate a tre minuti di distanza, nel piccolo villaggio curdo della Casa dei quattro venti. Jamila ha occhi verdi come l’edera, sogna di girare il mondo come i marinai e di svegliarsi ogni giorno in un porto diverso. Pembe è seria, posata, la sua risata è il rumore di due bicchieri che si toccano e le sue mani conoscono i segreti della vita e della morte. Da grande sarà una levatrice: quasi sacra, vivrà sospesa tra il mondo invisibile e quello visibile come la trama sottile di una ragnatela. E se Pembe resterà fino all’ultimo legata al villaggio e alla sua gente, Jamila andrà a Istanbul e poi a Londra, conoscerà l’amore e il tradimento, farà tre figli e troppi sbagli e alla fine tornerà nel luogo da cui era partita. Perché i destini di Pembe e Jamila si chiamano e si intrecciano fino a confondersi in quel disegno fragile e intricato che è la vita. Dopo lo straordinario successo della Bastarda di Istanbul, Elif Shafak ritorna con un nuovo grande romanzo ricco di magia e di sentimenti, di storie e di personaggi in bilico fra tradizione e modernità, tra la paura e una fortissima voglia di libertà.

http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/libro/5703_la_casa_dei_quattro_venti_shafak.html

sabato 18 maggio 2013

Igort, "Quaderni ucraini"

I Quaderni ucraini sono la prima parte di un dittico consacrato ai paesi dell'ex Unione Sovietica. Ho trascorso in tutto quasi due anni tra Ucraina, Russia e Siberia, raccogliendo le parole dei testimoni e dei sopravvissuti di un passato terribile che oggi si trovano a essere gli smarriti protagonisti di un presente ancora più incerto.
In brevi capitoli, i ricordi degli ucraini, che ricostruiscono un periodo importante della storia del XX secolo e, spero, aiutino a meglio comprendere la situazione di un paese dove un presente inquietante si è sostituito alla terribile eredità staliniana, dove gli omicidi hanno preso il posto dei gulag e la corruzione dilaga.
Ho cercato un tono che lasciasse trasparire umanità e rispetto, dato che il racconto delle persone in carne e ossa che ho incontrato durante i suoi soggiorni nell'ex URSS era importante, mi pareva, di per sé. E' un libro partecipe che inevitabilmente finisce per cercare di rispondere - sulla base dell'esperienza quotidiana di quei mille invisibili protagonisti della storia che sono gli uomini e le donne comuni - alla domanda: a vent'anni dalla caduta del Muro cosa resta di questa feroce epopea fatta di grandi speranze e di immani tragedie collettive?
 
http://www.igort.com/books-available_quaderni.html

martedì 14 maggio 2013

lunedì 13 maggio 2013

#StevieWonder


Joe Kubert, "Fax da Sarajevo", Rizzoli Lizard

Nel 1945 abbiamo detto al mondo intero 'mai più'. Nel 1992 abbiamo dimenticato la nostra promessa. Il 1992 è stato l'anno in cui scoppiò la guerra a Sarajevo, in Bosnia. L'anno in cui il genocidio ha rivisitato il nostro pianeta. L'anno in cui Ervin Rustemagic e la sua famiglia si sono trovati intrappolati in una città sotto assedio... Ervin, agente artistico e uomo d'affari internazionale, era cresciuto a Sarajevo e per più di dieci anni aveva condotto il proprio lavoro da lì. Quando le granate e i colpi di cannone facevano a pezzi la città, il solo mezzo di comunicazione di Ervin con il mondo esterno era il suo fax, attraverso cui cominciò a spedire messaggi uno dopo l'altro. Messaggi faxati e rifaxati fra i molti clienti e amici di Ervin. Per Joe Kubert cliente e amico, questi fax erano una storia che si svelava, una storia di orrore, sdegno, crudeltà e barbarie. Facendo quello che ha fatto per anni, Joe ha messo la storia su carta. Il risultato è forse il culmine artistico di uno dei più grandi maestri del fumetto viventi. Malgrado tutto, una storia di speranza e di promessa. E una storia di guerra, una vera guerra, raccontata dal punto di vista di una vittima innocente. E' la storia di un sopravvissuto.


lunedì 6 maggio 2013

Folman, Polonsky, "Valzer con Bashir. Una storia di guerra", Rizzoli Lizard





ALL’ULTIMO FESTIVAL DI CANNES HA COMMOSSO E CONQUISTATO CRITICA E SPETTATORI COME FILM D’ANIMAZIONE DI DEVASTANTE POTENZA EMOTIVA. MA VALZER CON BASHIR È ANCHE UN’INDIMENTICABILE GRAPHIC NOVEL CHE RICOSTRUISCE, ATTRAVERSO L’ALTERNARSI SERRATO DI DOCUMENTI E TESTIMONIANZE, LA MEMORIA DI UNO DEGLI EPISODI PIÙ RACCAPRICCIANTI
DEL SECOLO APPENA TRASCORSO.

Beirut, 14 settembre 1982: il comandante capo delle Forze Libanesi Gemayel Bashir perde la vita in un attentato a opera di gruppi terroristi palestinesi. Due giorni dopo, i campi profughi di Sabra e Chatila vengono presi d’assalto dai più fanatici seguaci di Bashir, i falangisti cristiani, che vendicano la morte del proprio idolo trucidando centinaia di inermi palestinesi, tra cui donne, vecchi, bambini.
Ari Folman è un giovanissimo soldato dell’esercito israeliano, e il suo posto è tra i cerchi concentrici di militari che circondano il luogo della carneficina. Forse i razzi che hanno illuminato a giorno la ferocia dei falangisti sono partiti anche dalla sua postazione, ma lui non sa dirlo: vent’anni dopo nella sua testa non è rimasto un solo ricordo, né della notte del massacro, né dei combattimenti che l’hanno preceduta. Sarà l’incubo ricorrente di un amico a spingerlo verso i racconti e le testimonianze dei protagonisti dell’epoca, nel doloroso tentativo di riportare in vita la memoria di quei giorni terribili.
Valzer con Bashir è il resoconto profondo e sofferto – ma non per questo meno lucido – di uno dei momenti più atroci della nostra storia, il risultato di un approccio delicato, originale, alle assurdità della guerra.

http://lizard.rcslibri.corriere.it/libro/2912_valzer_con_bashir_folman_polonsky.html