lunedì 30 gennaio 2012

"Tua", Claudia Piñeiro, Feltrinelli

(Traduzione: Michela  Finassi Parolo)
In breve
Buenos Aires. Inés, moglie di Ernesto, un irreprensibile dirigente di successo, trova per caso nella tasca del marito un biglietto d'amore scritto con il rossetto e firmato "Tua". Una sera decide di seguirlo e si trova ad assistere... Crimini in famiglia. Una storia incalzante, dalle atmosfere hitchcockiane, che non vi farà dormire la notte.
Il libro
Buenos Aires. Inés, moglie di Ernesto – irreprensibile dirigente di successo –, trova per caso nella ventiquattrore del marito un biglietto d'amore scritto con il rossetto e firmato "Tua". Una sera decide di seguirlo fino al parco Bosques de Palermo dove lui e la sua amante si sono dati appuntamento. Iniziano a discutere, lui la spinge violentemente, la donna cade, sbatte la testa contro un sasso e muore. Inés torna a casa ben decisa a fare il possibile per coprire il marito, salvare le apparenze e il matrimonio.
Dotato di una suspense irresistibile, Tua è un thriller psicologico vertiginoso, che incalza il lettore fin dalle prime righe: un perfetto meccanismo a orologeria che non risparmia colpi di scena sorprendenti. Il terribile ritratto in giallo di una normale famiglia borghese.

"Un'infaticabile analisi di un microcosmo sociale in via di decadenza."
José Saramago

"Claudia Piñeiro è una vera scoperta: il suo romanzo d'esordio Tua è un'esplosiva tragedia romantica che va direttamente al punto – al più buio e profondo dei punti. Splendido."
"Deutsche Welle"

"Una storia forte e nerissima, un thriller tragicomico che ti gela il sorriso."
Rosa Montero
http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5100316 

lunedì 23 gennaio 2012

António Lobo Antunes, " In culo al mondo", Feltrinelli

In breve
Anni settanta, la sporca guerra coloniale condotta dal regime salazarista contro i movimenti di liberazione in Angola. Di nuovo a Lisbona, un reduce confessa in un monologo a una donna la sua atroce esperienza. Traduzione di Maria José de Lancastre con la collaborazione di Antonio Tabucchi.
Il libro
“Perché cavolo non se ne parla? Mi viene da pensare che il milione e cinquecentomila uomini che sono passati dall’Africa non sono mai esistiti, che le sto raccontando una specie di romanzo di cattivo gusto al quale non crede nessuno, una storia inventata con la quale cerco di intenerirla per riuscire più in fretta (un terzo di chiacchiera, un terzo di alcol, un terzo di tenerezza, sa com’è) a convincerla a veder nascere il mattino insieme a me, nel chiarore azzurro che buca le persiane e sale dalle lenzuola, rivela la curva addormentata di una natica, un profilo supino sul materasso, i nostri corpi confusi in un torpore senza mistero. Da quanto tempo non riesco a dormire? Entro nella notte come un vagabondo furtivo con un biglietto di seconda classe in uno scompartimento di prima, passeggero clandestino dei miei sconforti, rattrappito in un’inerzia che mi avvicina ai morti, e che la vodka anima di un’artificiale e capricciosa frenesia, e alle tre del mattino eccomi arrivare ai bar ancora aperti, navigando nelle acque stagnanti di chi non si aspetta la sorpresa di nessun miracolo, tentando a stento di tenere in equilibrio sulla mia bocca il peso finto di un sorriso.”
http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5001222

martedì 17 gennaio 2012

Paolo Nori, "Bassotuba non c'è", Feltrinelli

In breve
Le avventure di Learco Ferrari, alter ego dell’autore, scrittore “martire della letteratura”, esperto di narrativa russa, magazziniere per caso e trombettista, appena lasciato da Bassotuba. Il libro che ha fatto conoscere Paolo Nori.
Il libro
“Io sono quello che non ce la faccio. Io sono stanco, anzi, stanchissimo. La vita moderna ha dei ritmi e delle pretese che tenerci dietro, io non ce la faccio. Oppure no. Io sono esaurito. Ho finito, nel breve volgere di sette lustri, l’energia vitale che mi è stata concessa. Sono scarico. Sembro vivo, ma sono morto. Oppure no. Io sono un martire della letteratura. Ho scritto un romanzo che è piaciuto molto a due editori, uno dei quali molto importante. Molto colpiti. Originale, mi han detto. Ti chiamiamo entro fine luglio, mi han detto. Oggi è l’otto di agosto e sono qui in casa che aspetto. Non succede niente. Questo niente mi ammazza. Oppure no. […] Io sono sotterrato da una storia sentimentale, finita male. Bassotuba è andata via con un sociologo e io non ho retto al distacco. Che ancora adesso, sui muri di casa, ci sono appesi i biglietti che mi lasciava. Non buttare le cicche nella tazza del water!!! Io guardo quei tre punti esclamativi e torno indietro e spengo la cicca nel portacenere. Come se adesso servisse a qualcosa. Come se un’azione potesse in qualche modo cambiare la mia condizione presente. Invece no.” 
 
 http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5001223

mercoledì 11 gennaio 2012

#13

"E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
signora libertà signorina anarchia
così preziosa come il vino
così gratis come la tristezza
con la tua nuvola
di dubbi e di bellezza"

Fabrizio de André

Fabrizio de André, Amore che vieni amore che vai

mercoledì 4 gennaio 2012

Murakami Haruki, "Nel segno della pecora", Einaudi, 2010

(Traduzione di Antonietta Pastore)
Le avventure di un giovane pubblicitario che, in un Giappone invivibile e ormai privo di radici, viene coinvolto nella ricerca di una misteriosa pecora e rischia di essere schiacciato dal passato più tragico del paese.
Pubblicato in Italia per la prima volta nel 1992, Nel segno della pecora è diventato un libro di culto per gli appassionati di Murakami; viene qui riproposto in una nuova traduzione, per la prima volta dal giapponese. 

«In una semplicissima newsletter, un giovane agente pubblicitario inserisce la fotografia, in apparenza banale, di un gregge: uno degli animali, una pecora bianca con una macchia color caffè sulla schiena, suscita tuttavia l'interesse di un inquietante uomo vestito di nero, stretto collaboratore del Maestro, un politico molto potente i cui esordi si perdono nel torbido passato coloniale giapponese. Al giovanotto viene affidato l'incarico - ma si tratta in sostanza di un ordine - di ritrovare proprio quella pecora: unico indizio, la foto in questione, ricevuta per posta dal Sorcio, un amico scomparso da anni.
Accompagnato da una ragazza con le orecchie bellissime e dotata di poteri sovrannaturali, attraverserà tutto il Giappone sino a raggiungere la gelida regione dello Hokkaido, vivendo una vicenda mirabolante e al tempo stesso realistica nella descrizione di luoghi e circostanze.
Considerato l'esordio letterario di Murakami, Nel segno della pecora introduce molti dei temi cari all'autore: la solitudine dell'uomo, l'arroganza e lo strapotere della politica, la nostalgia per l'atmosfera esaltante degli anni Sessanta, la passione per il rock e il jazz, l'irrompere del surreale nella prosaicità della vita quotidiana. Un romanzo che ci trasporta in uno di quegli scenari onirici che nelle storie di Murakami fanno da cassa di risonanza ai nostri dubbi e alle nostre ansie più profonde».
(Antonietta Pastore)

http://www.einaudi.it/libri/libro/murakami-haruki/nel-segno-della-pecora/978880619336