mercoledì 23 ottobre 2013

Daniel Pennac, "Il paradiso degli orchi", Feltrinelli

“Se davvero volete sognare, svegliatevi...”
Un eroe, Malaussène, che come lavoro fa il “capro espiatorio”. Una famiglia disneyana, senza mamme e babbi, con fratellini geniali, sorelle sensitive, una “zia” maschio protettrice di vecchietti, ladri e travestiti brasiliani, una “zia” femmina supersexy, ritratto irresistibile del giornalismo alla “Actuel”, una misteriosa guardia notturna serba, un cane epilettico. Questa esilarante banda di personaggi indaga su una serie di oscuri attentati, sull’orrore nascosto nel Tempio del benessere, un Grande Magazzino dove scoppiano bombe tra i giocattoli e un Babbo Natale assassino aspetta la prossima vittima. Un’altalena tra divertimento e suspence, tra una Parigi da Misteri di Sue e una Parigi post-moderna dove proliferano i piccoli e grandi “orchi” che qualcuno crede estinti. Degli orchi si può ridere o si può tremare. Uno scrittore d’invenzione, un talento fuori delle scuole come Pennac, non ha certo paura di affrontarli con l’arma che lui stesso così definisce nel libro: “l’umorismo, irriducibile espressione dell’etica”. Stefano Benni

http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/il-paradiso-degli-orchi-1-2/

sabato 19 ottobre 2013

#Frida


"Dipingo autoritratti perché sono spesso sola, perché sono la persona che conosco meglio"  
Frida Kahlo

venerdì 11 ottobre 2013

Fabrizio De Andrè - Amore che vieni amore che vai



Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento

un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
un giorno qualunque ti ricorderai
amore che fuggi da me tornerai

e tu che con gli occhi di un altro colore
mi dici le stesse parole d'amore

fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai

venuto dal sole o da spiagge gelate
venuto in novembre o col vento d'estate

io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai
io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai

lunedì 7 ottobre 2013

Paolo Benvegnù - In a manner of speaking



In a manner of speaking, I just want to say
That I could never forget the way
You told me everything
By saying nothing

In a manner of speaking, I don't understand
How love in silence becomes reprimand
But the way that I feel about you
Is beyond words

Oh, give me the words
Give me the words
That tell me nothing

Oh, give me the words
Give me the words
That tell me everything

In a manner of speaking, semantics won't do
In this life that we live, we only make do
And the way that we feel
Might have to be sacrificed

So in a manner of speaking, I just want to say
That like you, I should find a way
To tell you everything
By saying nothing

Oh, give me the words
Give me the words
That tell me nothing

Oh, give me the words
Give me the words

martedì 1 ottobre 2013

Gonçalo M. Tavares, "Um Homem: Klaus Klump / A Máquina De Joseph Walser", 2009, Caminho


"Eis uma nova versão, conjunta, dos romances Um Homem: Klaus Klump e A máquina de Joseph Walser pertencentes à tetralogia O Reino. Os quatro romances situam-se em três espaços e em três tempos: um constituído por Jerusalém, outro por Aprender a rezar na Era da Técnica; Um Homem: Klaus Klump e A máquina de Joseph Walser são romances passados no mesmo período e na mesma paisagem. Se se definissem qualidades físicas para um e outro, diríamos que Um Homem: Klaus Klump remete para a velocidade e A máquina de Joseph Walser para a resistência. Tal como os seus protagonistas. As duas personagens centrais como que se olham e vigiam mutuamente, mesmo não tendo qualquer contacto directo. São duas narrativas que têm exactamente o mesmo centro e que nesta nova versão, lidas em paralelo e em conjunto, darão espaço, julgo, para uma diferente leitura e para um outro grau de interpretação."

 http://www.leyaonline.com/pt/livros/romance/um-homem-klaus-klump-a-maquina-de-joseph-walser/