sabato 26 dicembre 2009

CCCP Narko'$ + baby blue

al usher - lullaby for robert

Pedro Lemebel "Baciami ancora, forestiero", Marcos y Marcos


Come le canzoni più riuscite di Manu Chao, i racconti di Pedro Lemebel sono sovversivi, dolcissimi, pieni di ritmo. Racconti che acciuffano il lato tenero, bello, misterioso del mondo. Ne prendono per la collottola il lato marcio, antilibertario, stereotipato e lo fanno a pezzi scherzando.
Passeggiate accanto a Pedro mentre “graffia” una dama d’alto bordo della destra più reazionaria, o si barrica in una fuga alcolica, o corteggia e sbeffeggia i politici che lo vorrebbero usare... regalatevi un surf pieno di erotismo nella clamorosa “buena onda” di un grande innovatore.
Imbarcatevi sulla “Cubana de Aviación”: e il gusto di quel paese unico al mondo ve lo sorseggerete anche prima del decollo.
Nascondetevi in una stanzina d’albergo in riva al mare, sul confine fra Cile e Perù: proverete il brivido della trasgressione in una chiave che non conoscevate ancora.
Pubblicati sui giornali dell’opposizione – «Pagina Abierta», «The Clinic» – trasmessi da Radio Tierra e poi raccolti in quattro volumi – La esquina es mi corazón, Loco afán: Crónicas de sidario, De perlas y Cicatrices, Zanjón de la Aguada – questi racconti sono comparsi nelle classifiche dei libri più venduti.
Il suo primo romanzo, Ho paura torero, è stato il libro più venduto in Cile nel 2001.
Da noi, è stato ristampato cinque volte.
Non si può parlare di letteratura cilena contemporanea senza nominare Pedro Lemebel. Pedro è diventato in pochi anni Lo Scrittore per eccellenza, facendo scoprire ai lettori un altro mondo, un altro Cile. Un Cile nascosto, che nessuno vuole vedere. Che Lemebel racconta con allegria. Per la prima volta, dà voce all’omosessuale, allo sbandato, alla prostituta, al “gallo” dell’angolo che nessuno vede.

www.marcosymarcos.com

giovedì 17 dicembre 2009

Vita sessuale di un fervente musulmano a Parigi, Leïla Marouane, edizioni e/o

Un quarantenne parigino di origini maghrebine, con un passato di fervente islamista, diventa direttore di banca. Belloccio e benestante, decide che è giunto il momento di affittarsi una garconniere in pieno Saint-Germain-des-Prés, il quartiere più intellettuale e raffinato di Parigi. Basta con i couscous della domenica a casa di mamma nella banlieue di Saint-Ouen, basta con le riunioni di famiglia, basta dover fare da esempio di devozione e cultura religiosa per il fratello minore!

E’ giunto il momento di avere una vita sessuale emancipata, di prendersi l’aperitivo ai Deux Magots o al Café de Flore, di fare shopping negli eleganti negozi del centro. Le avventure iniziano, le ragazze non mancano… Peccato che il nostro eroe sia schiacciato dall’invadenza della madre. Peccato soprattutto (per lui) che le sue disavventure sentimentali siano raccontate da una donna (la scrittrice stessa), interessata più a creare una galleria di personaggi femminili (che ci raccontano altrettanto bene le difficoltà ma anche le sorprese delle giovani donne arabe di oggi) che a impietosirsi sul caso del nostro maschietto.

L’effetto è esilarante. Si ride alle lacrime in questa commedia che istruisce sulle difficoltà dell’incontro tra culture e della conquista di un'ambigua modernità.

Con questa implacabile autopsia dell’universo di un uomo a cavallo tra due culture, condizionato dalla religione, dalla famiglia e da una madre-padrona, Leila Marouane, scrittrice algerina che vive in Francia, si afferma come la romanziera più originale e più capace di raccontare le inibizioni e i tabù sessuali.