lunedì 30 aprile 2012

David Monteagudo, "Fine", Guanda, 2012

(Traduzione di Bruno Arpaia)
Un gruppo di vecchi amici si ritrova dopo venticinque anni per trascorrere il fine settimana in un rifugio di montagna, onorando così una promessa di gioventù: tornare per vedere le stelle. Si tratta di uomini e donne che ormai non hanno più nulla in comune, tranne delusione e fallimenti della mezza età, e un torbido episodio del passato, di cui era stato vittima un altro enigmatico membro della compagnia, soprannominato «il Profeta».
Sotto il cielo nuvoloso, tra bilanci, ripicche e rancori mai sopiti, la gita non comincia nel migliore dei modi. Ma finalmente, verso la mezzanotte, le stelle si mostrano brillanti come non mai. È proprio allora, però, che iniziano le tensioni più gravi: di colpo tutti gli apparecchi elettrici smettono di funzionare. Al mattino uno degli amici è sparito. È solo il primo di una serie di episodi misteriosi, che ognuno dei protagonisti interpreterà secondo le proprie particolari ossessioni. Man mano si ricompone lo schema intricato dei rapporti che li avevano uniti in passato, mentre percorrono, in cerca di risposte, i venti chilometri che li separano dalla città più vicina, in un paesaggio apocalittico dove la Natura è in piena ribellione: una minaccia sempre più incombente sembra avvolgerli, nell’angosciosa assenza di ogni traccia umana in tutta la zona…

http://www.guanda.it/scheda.asp?editore=Guanda&idlibro=7464&titolo=FINE

sabato 28 aprile 2012

#a tasca do Jaime

Aquele dia era mesmo um daqueles dias em que não te apetece mesmo nada, não queres ver amigos, não queres falar, nem sequer respirar...mas ela tentou reagir...assim saiu, apanhou o 28, sentou-se, fones nos ouvidos e mais nada. O eléctrico, para ela, era como uma máquina do tempo, fazia com que podesse esquecer tudo, e com que o tempo parasse.. So que chegou a altura em que a carreira do 28 acabou, assim teve que descer naquela paragem, e despertar de repente...O seu olhar era como o das crianças que vêem a luz pela primeira vez...tirou os fones e começou a ouvir uma música no ar...Pensou que o aparelho estivesse ainda ligado, mas não, estava no off- não pode ser- pensou.. Era uma música triste, mas alegra, ouviam-se  também  pessoas a cantar..Começou a caminhar, reparou que estava na Graça, conhecia bem aquela zona, mas naquele momento andava como um bêbado à procura da sua casa, à toa...ao mesmo tempo tinha a sua guia, a música, aquele fadinho que saia dum lugar que ainda nao conhecia.
-Não pode ser- pensava- não há lugares que não conheço-. Foi naquele momento que reparou que tinha deixado todas as sua certezas na paragem do 28. As palavras do fado agora estavam mais claras:

"Venho aqui buscar as asas
Dos meus sonhos de menino
Neste chão e nestas casas
Foi crescendo o meu destino...

Uma senhora à porta da tasca leu a dor que a A. sentia, leu a tristeza que acompanhava o andar dela. 
-Sente-se- disse de repente. Não era um daqueles empregados que atiram os turistas para dentro dum bar, naquele momento era uma mãe que tentava dar um carinho à filha. E foi mesmo assim. Fez com que a A. sentasse, trouxe uma imperial e uns pastéis de bacalhau e como uma mãe começou a dar mimos à filha que encontrou pela primeira vez, bem crescida e nem sequer portuguesa.. A duração daquela felicidade foi o tempo duns fados vadios, mas agora a alma da A estava entregue àquelas palavras que tocavam no ar:

...Depois, parti p'ra longe, sem saber
Que aqui ficava muito do meu ser

Esta emoção de estar aqui
Pode ser saudade... pode ser saudade
E esta canção que fiz p'ra ti
Pode ser saudade... pode ser saudade

Ver no rosto desta gente
Espelhar-se a minha infância
É como se eu, de repente
Fosse de novo criança

Se alguém quer desprezar sua raíz
É porque se esqueceu que foi feliz
"


lunedì 23 aprile 2012

#Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore

"Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive."

(da "Fahrenheit 451", Ray Bradbury)

venerdì 20 aprile 2012

A Naifa- Esta Depressão Que Me Anima



a gorda do café muito antiga e perfumada passe bem minha senhora que eu não me importo nada
uma rima obsessiva indecente nas suas maneiras desligado o motor do carroas criadas tornavam-se indisciplinadas
vivo do que me dão nunca falto às aulas de esgrima e todos os dias agradeço a deus esta depressão que me anima
o rapaz da drogaria amarelo e mal tratado convidou-me a sair encontrei-o no teatro
uma prosa enferrujada inconveniente e desajeitada não encontro vestido que me sirva já não sirvo para nada


Nina Simone- Ain't Got No, I Got Life

mercoledì 18 aprile 2012

R.E.M. - The Great Beyond



I´ve watched the stars fall silent from your eyes
All the sights that I have seen
I can´t believe that I believed I wished
That you could see
There´s a new planet in the solar system
There is nothing up my sleeve

I´m pushing an elephant up the stairs
I´m tossing up punch lines that were never there
Over my shoulder a piano falls
Crashing to the ground

In all this talk of time
Talk is fine
But I don´t want to stay around
Why can´t we pantomime, just close our eyes
And sleep sweet dreams
Me and you with wings on our feet

I´m pushing an elephant up the stairs
I´m tossing up punch lines that were never there
Over my shoulder a piano falls
Crashing to the ground

I´m breaking through
I´m bending spoons
I´m keeping flowers in full bloom
I´m looking for answers from the great beyond

I want the hummingbirds, the dancing bears
Sweetest dreams of you
I Look into the stars
I Look into the moon

I´m pushing an elephant up the stairs
I´m tossing up punch lines that were never there
Over my shoulder a piano falls
Crashing to the ground

I´m breaking through
I´m bending spoons
I´m keeping flowers in full bloom
I´m looking for answers from the great beyond

I´m breaking through
I´m bending spoons
I´m keeping flowers in full bloom
I´m looking for answers from the great
Answers from the great, answers

I´m breaking through
I´m bending spoons
I´m keeping flowers in full bloom
I´m looking for answers from the great beyond

I´m breaking through
I´m bending spoons
I´m keeping flowers in full bloom
I´m looking for answers from the great
Answers from the great, answers

I´m breaking through
I´m bending spoons
I´m keeping flowers in full bloom
I´m looking for answers from the great beyond

lunedì 16 aprile 2012

Mamy, Assalti Frontali



Vieni con me stasera è primavera usciamo da qua dentro
conosco un posticino dopo la piazzetta al centro
proprio davanti al porto ti ci porto
c'è un mio amico oste
i pescherecci gli portano ogni giorno le aragoste
è buio nero il mare in fondo una lampara
noi su 'ste stradette un po' sbilenghe neanche una zanzara
scendiamo contro vento, il vento è un festival
viene dal sud dal Ciad Nigeria Mali e Senegal
ci sono stato anche io lontano tanti anni fa
mi sembra di sentirlo ancora odore di mango e guaranà
tagliavo il cocco con il macete quando avevo sete
sentivo la vita come adesso in questo marciapiede
sarà 'sta musica culla come una ninnananna
forse non ci credi guarda qua c'è anche una bella camera
che mi piace sai correggo ho preso le mie cotte
e il mare caldo poi faremo il bagno, il bagno a mezzanotte

questa terra è la terra ingrata,
oh mamy rimani
indietro non si torna non si torna indietro, oh mamy
questa terra è la terra ingrata
oh mamy rimani oh mamy

mamy, noi siamo qui con i nostri sguardi in un mondo di bugiardi
con il sound system degli assalti
questa terra è la terra ingrata
oh mamy

bastava solo avvicinarsi un po' e ancora un po'
sono le stesse cose che cerchiamo adesso io lo so
Vieni con me stasera è primavera
via da sta galera da Ponte Galeria
solo amore a mamy from Nigeria
non sono in regola le carte
ma cosa importa le carte sono solo carte
la tua vita è arte
e questa musica tribale mi fa ricordare
ogni tuo segnale ogni tuo segno particolare

questa terra è la terra ingrata
oh mamy rimani
indietro non si torna non si torna indietro
oh mamy
questa terra è la terra ingrata
oh mamy rimani, oh mamy
mi hanno vista i tuoi occhi senza battere ciglio
i tuoi occhi sono il mio nascondiglio, oh mamy

e ora cerco un appiglio un volto in questo porto
mezzo morto ma non ci sei più
con la tua magia nel corpo
e quel ragnetto sulla spalla l' emozione a galla
c'è un foglietto che galleggia in quella brutta luce gialla
ed io l'ho letto
diceva addio a questa miseria
la vita non è vita al CIE
diceva grazie a chi mi ha voluto bene
la mia valigia solo un po' di amore la teneva insieme

sabato 14 aprile 2012

#Doisneau


Robert Doisneau, Les bouchers mélomanes, la Villette, 1953

«Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere.»
(Robert Doisneau)

 http://www.robert-doisneau.com/fr/portfolio/bistrots.htm