domenica 29 giugno 2008

L'immunità diseguale

"Non so se ci sia stato mai, nell'Italia repubblicana, qualche presidente del consiglio, qualche ministro, qualche deputato o qualche senatore che abbia pensato che il voto popolare lo immunizzasse da ogni responsabilità, penale, civile, contabile. È molto probabile che qualche pensierino qualcuno dei cittadini investiti di una di queste cariche lo abbia avuto, ma «de futuro», «de iure condendo», come diciamo noi giuristi.
Mai, credo, che lo abbia seriamente coltivato. E non perché l'ufficio ricoperto lo elevasse d'incanto ad apostolo delle virtù repubblicane, ma per paura del ludibrio, o del ridicolo [...]

Gianni Ferrara, da : Il Manifesto, 28/06/2008, prima pagina
il resto dell'articolo si trova su: http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/28-Giugno-2008/art3.html

sabato 28 giugno 2008

Lisboa - Al Berto

Lisboa

por tràs dos muros da cidade
no seu coração profundo de alicerces
de argilas e de sísmicos arroios - cresce uma voz
que sobe e fende a brandura das casas


da escrita dos enumeráveis povos quase
nada resta - deitas-te exausto na lâmina da lua
sem saberes que o tejo te corrói e te suprime
de todas as idades da europa


mais além - para os lados do corpo - permanece
a tosse dos cacilheiros os olhos revirados
dos mendigos - o tecto onde um navio
nos separa de um vácuo alimentado a soro

plátanos brancos recortam-se luminescentes no olhar
de quem nos olha contra um céu desesperado - jardim
de iris açucenas palmeiras cobertas de rocio e
a ponte que nos leva aos campos do sul - lisboa

lugar derradeiro do riso
que já não te pode salvar do cemitério dos prazeres

e morres
carregado de tristezas e de mistérios - morres
algures
sentado numa praceta de bairro - o olhar fixo
no inferno marítimo das aves

venerdì 27 giugno 2008

# o mar


quando estas longe pensas sempre que é chato deixar o que em tantos anos pareceu ser o teu lugar, mas há coisas que vale a pena voltar a ver...
sempre senti saudades dalguns lugares e do mar...dizem que as pessoas que vivem nas ilhas são diferentes, e as vezes penso o mesmo. Acho que há um laço com o mar, muito diferente e muito particular...ninguém consegue viver longe do mar por muito tempo... em cada lugar que visitamos temos que ter o mar por perto...
afinal quando volto tenho sempre uma certeza, posso estar triste, pode ser difícil esquecer as coisas, posso ter muitas saudades, mas basta um dia olhar para o meu mar e tudo parece passar...sei que não pode passar mas pelo menos tenho mais uma razão para continuar a pensar que tudo vai ter uma solução...

John Coltrane - My Favorite Things - 1961

Dona de muitas casas

um jovem educado
uma reputação exemplar
românticamente envolvidos
nada a declarar

dona de muitas casas
tudo uma grande falta de senso
a minha cintura é testemunha
do que faço para te agradar

agora já não guardo segredos
estou de volta ao mercado de habitação
talvez ainda se arranje
um novo inquilino para o meu coração

o cabelo arranjado
a mala no patamar
ainda vestida de branco
arranjarei quem possa gostar

_m.r.t.

a Naifa- UMA INOCENTE INCLINAÇÃO PARA O MAL (2008)

mercoledì 18 giugno 2008

# a viagem

...a ultima viagem de eléctrico foi como a primeira, a única diferença é que desta vez vi a minha vida toda a passar-me pela frente. Passei da Graça e la me vi a correr para ir trabalhar. Descendo passei pela voz do operário e a paragem da feira da ladra, aonde descia para ir à feira e para voltar para casa. Aquela casa...foi a minha primeira tentativa de me afastar de tantos problemas, maus pensamentos e dores, tentei, consegui, mas não totalmente...errei mais uma vez...a viagem continuou e passei do miradouro de Santa Luzia...ah se aquele miradouro pudesse falar, quantas coisas vivemos, quantos sentimentos partilhamos, quantas vezes me ajudou a tomar a decisão certa, e quantas vezes me viu a chorar porque não conseguia tomar uma posição...continuei a minha viagem até a baixa e o calhariz, ponto de encontro entre os dois momentos fundamentais da minha vida. Um pertenceu àquela rua atrás do miradouro de Santa Catarina, onde a felicidade era tudo, onde vivi bons momentos, demasiado bons para ser verdadeiros...e dai a mudança para melhorar e para dar outra vez lugar aos erros, a vida no Bairro Alto, foi bom, foram mentiras, foram jóias, foram discussões, festas, ciumes, amigos e inimigos...
Foi estranha aquela viagem parecia nunca acabar e pela primeira vez consegui ver-me ai sentada ao lado da janela, no 28, vi a minha cara, vi os meus olhos que começaram a ficar cheios de lágrimas, vi o esforço inútil que fiz para que estas não caissem, e pela primeira vez deixei que aquelas lágrimas não me fizessem envergonhar, deixei tudo nas mãos da saudade que tinha começado a invadir a minha alma...


illustrazione: Marco Cazzato
(fonte: http://www.marcocazzato.it/)

LA MAFIA HA UCCISO ROSTAGNO


da LIBERAZIONE di sabato 14 giugno 2008 (www.liberazione.it)

A vent'anni dall'omicidio, rinvio a giudizio per Vincenzo Virga. Su Diario
l'inchiesta di Deaglio.
LA MAFIA HA UCCISO ROSTAGNO. La verità
in un bossolo.
-di Davide Varì-

La notizia, attesa da vent'anni, è di quelle che ti fanno riappacificare con la giustizia: «Gli assassini di Mauro Rostagno saranno chiamati a difendersi nei prossimi mesi di fronte alla Corte di Assise di Trapani». A rivelarlo è Enrico Deaglio con un'ampia inchiesta pubblicata sull'ultimo numero di
Diario, numero da oggi in edicola.
Il merito va ad Antonio Igroia, il magistrato palermitano che non ha maimollato la presa e, dopo dodici anni di inchiesta, ha chiesto il rinvio a giudizio per Vincenzo Virga organizzatore dell'agguato al giornalista torinese che, pare, fu commissionato da Totò Riina in persona.
Sembra proprio che questa volta il Pm Ingroia, abbia una prova definitiva, «una prova decisiva»
grazie alla quale si farà finalmente luce su una vicenda caratterizzata da depistaggi, veleni e manovre oscure. Una vicenda simbolo di quella fitta rete di misteri che caratterizza il nostro Paese.
Ma andiamo con ordine, partiamo da quel 26 settembre del 1988, la notte in cui Mauro
Rostagno fu assassinato con quattro colpi di fucile calibro 12 e due colpi di pistola calibro 38 special.
Da quel giorno in poi l'indagine si mosse in tutte le direzione tranne che in quella del delitto di
mafia. Tranne che nel sentiero oscuro e insanguinato di Cosa nostra.
Del resto Rostagno era diventato un vero "rompicoglioni". Si era messo in testa di fare il giornalista e lo fece come una missione: «Ho scelto di non fare televisione seduto dietro a una
scrivania - scriveva al suo vecchio compagno Renato Curcio - ma in mezzo alla gente, con un
microfono in pugno mentre i fatti succedono». E fu quel suo vizio, il vizio di spulciare tra le pieghe di quella Sicilia martoriata dalla mafia, la sua condanna a morte.
La storia di Rostagno è nota, e nel suo lungo articolo Enrico Deaglio la ripercorre tutta. Mauro Rostagno, finito il suo tormentato pellegrinaggio intellettuale e spirituale - dalla facoltà di Sociologia di Trento al viaggio in India - nel 1987 approda in Sicilia dove fonda la comunità Saman per tossicodipendenti e alcolisti. Insieme a lui Chicca Roveri, sua moglie, e quel Francesco
Cardella che aveva conosciuto in India.
«In quello stesso anno - racconta ancora Deaglio - Mauro entra per la prima volta negli studi
televisivi di Rtc, una piccola emittente privata». Nel giro di un anno diventa il personaggio televisivo più noto in città. Questa la giornata tipo del Rostagno giornalista: «Otto di mattina, lettura dei giornali; poi primo giro con le telecamere: si fa il giro per raccontare i cumuli
dei rifiuti che non vengono raccolti. Si da notizia delle denunce dei cittadini e delle inchieste: dalla scoperta delle logge massoniche, alle malversazioni amministrative. Infine si intervistano i magistrati più impegnati, per esempio Paolo Borsellino, procuratore di Marsala».
Una presa diretta su Trapani che infastidiva, faceva schiumare rabbia a tutti coloro che agivano nell'ombra e che non avevano certo bisogno di una telecamera sguinzagliata tra le procure e tra i vicoli più bui della città.
«Quarchi vota ch'attapanu 'u musu», prima o poi gli tappano la bocca, ripetevano consapevoli i più avvertiti.
Nel 1988 arriva il giorno dello scoop: con una piccola telecamera si piazza dietro le piste di decollo e atterraggio di Kinisia (ex aeroporto militare poco lontano da Marsala). «Alla luce del tramonto - racconta Deaglio - filma un C130 dell'Aeronautica italiana che scarica casse di medicinali e carica
casse di armi dirette in Somalia. E' convinto di aver raggiunto un grande tassello all'ipotesi che da Trapani mafia e servizi segreti gestiscano un traffico di armi e droga». Va a Palermo per informare Giovanni Falcone e cerca contatti anche con il Pci. Sa bene che quella che ha in mano è roba che scotta.
In quei giorni Angelo Siino, fiduciario di Cosa Nostra, sa già che contro Rostagno c'è una condanna a morte. E allora va dal proprietario della Tv consigliandogli di farlo smettere: "Ho cercato di non farlo uccidere", confiderà in seguito a un magistrato.
«Alla fine cosa nostra - continua Deaglio nel suo lungo articolo inchiesta - commissiona l'omicidio di Rostagno al capomafia di Trapani Vincenzo Virga. La data prescelta è il 26 settembre. Alle 21 è già buio e ancora più buio è il tratto di strada sterrata che Rostagno deve percorrere alla guida della sua Fiat Duna. Accanto a lui c'è Monica Serra una ragazza della comunità che lavora con lui a Rtc. Nel frattempo un tecnico Enel, Vincenzo Mastrantonio, che di secondo lavoro svolge l'attività di autista del capomafia Virga, ha provveduto a spegnere l'illuminazione della zona».
E' il momento dell'agguato: una Fiat Uno tampona l'automobile di Rostagno. I killer iniziano a sparare. Rostagno è colpito da otto colpi in testa e allaschiena. All'obitorio di Trapani, dove giace il cadavere martoriato, i carabinieri diffondono la notizia che in macchina Mauro aveva un rotolo di
dollari e due siringhe di eroina.
Di certo c'è solo che qualche tempo dopo Vincenzo Mastrantonio viene trovato cadavere nelle campagne di Lenzi. «Parlava troppo». Nel 1996 accade quello che nessuno si aspettava: «Il procuratore di Trapani Gianfranco Garofalo convoca, gioioso e spavaldo una conferenza stampa
per annunciare la soluzione del "caso Rostagno". Il delitto, secondo la sua inchiesta, è maturato dentro la comunità Saman per gelosie, adulteri, traffico di droga e ammanchi finanziari». Quindi manda in galera la moglie Chicca Roveri, accusata di essere l'organizzatrice del delitto, e Monica Serra, la ragazza scampata all'agguato sarebbe infatti una complice. Poi l'annuncio finale:
«Bisognava capirlo dall'inizio - dichiara il procuratore Garofalo - Si doveva poter
escludere il coinvolgimento di Cosa nostra che del delitto non voleva e soprattutto non doveva essere gratuitamente incolpata». Le ipotesi del Pm crollano però in breve tempo. Nel frattempo pentiti affidabili e di primo piano, tra questi un "certo" Giovanni Brusca, attribuiscono alla mafia
l'organizzazione del delitto.
Le carte arrivano infine ad Antonio Ingroia. Dopo dieci anni di indagini il Pm siciliano riesce a trovare la prova definitiva. La traccia è in un bossolo esploso la notte del 26 settembre del 1988. Un segno inequivocabile: quel colpo è stato esploso da una pistola di mafia.

giovedì 12 giugno 2008

120 anos de Fernando Pessoa na Assírio & Alvim


Comemoração dos 120 anos do nascimento de Fernando Pessoa.
Feira do Livro na Livraria Assírio & Alvim (Rua Passos Manuel, 67 B) —
dias 12, 14 e 16 de Junho.

Além disto nao se esqueçam queeste ano na feira do Livro ha um pavilhao dedicado ao Fernando Pessoa e às suas obras (e, claro, às obras também do s grandes, como...Mario de Sa- Carneiro)...
Feira do Livro, Pavilhao 21 - Parque Edoardo VII, Marques de Pombal

martedì 10 giugno 2008

Lançamento de "O cheiro da India"


LANÇAMENTO DO LIVRO "O CHEIRO DA ÍNDIA" DE PIER PAOLO PASOLINI

FNAC Chiado, quarta-feira dia 11 de Junho pelas 19h

logo 90º
EDITORA
Palácio de Sant'Anna | Rua do Instituto Bacteriológico, 8
1150-190 Lisboa | Portugal
www.90o.pt

domenica 8 giugno 2008

Feira do Livro- Pins


Este ano, uma das grandes novidades nos nossos stands da Feira do Livro são os pins.
Com fotografias dos autores das Assírio & Alvim, divertidos ou sérios, a preto e branco, sépia ou com fundos de cores berrantes, mas também com pedaços de livros e de capas, os nossos pins estão a fazer sucesso.
Preço por unidade: 1 €

Imagem: pin de Mário Cesariny

(para qualquer informaçao sobre a feira e para consultar as minhas fontes: www.assirioealvim.blogspot.com)

sabato 7 giugno 2008

"Era uma vez um pintor que tinha um aquário com um peixe vermelho. Vivia o peixe tranquilamente acompanhado pela sua cor vermelha até que principiou a tornar-se negro a partir de dentro, um nó preto atrás da cor encarnada. O nó desenvolvia-se alastrando e tomando conta de todo o peixe. Por fora do aquário o pintor assistia surpreendido ao aparecimento do novo peixe. O problema do artista era que, obrigado a interromper o quadro onde estava a chegar o vermelho do peixe, nao sabia que fazer da cor preta que ele agora lhe ensinava. Os elementos do problema constituíam-se na observacäo dos factos e punham-se por esta ordem: peixe, vermelho, pintor - sendo o vermelho o nexo entre o peixe e o quadro através do pintor. O preto formava a insídia do real e abria um abismo na primitiva fidelidade do pintor. Ao meditar sobre as razoes da mudanca exactamente quando assentava na sua fidelidade, o pintor supös que o peixe, efectuando um número de mágica, mostrava que existia apenas uma lei abragendo tanto o mundo das coisas como o da imaginacäo. Era a lei da metamorfose. Comprendida esta espécie de fidelidade, o artista pintou um peixe amarelo."

Da: Herberto Helder, Teoria das cores, in Os Passos em volta,Assírio&Alvim, 2006, Lisboa, pp. 23-24.
"Hoje venho ofrecer esta tristeza às coisas
no gesto esquivo de nao as desejar
pôs em minha alma como o sol nas frias lousas
a vida o gosto de esplandecer em recusar.
sao-me alheias estas margens onde corre
o destino que aos deuses eu lancei.
o que me doi é ver que tudo morre
noutras maos em gestos que tracei".

Natália Correia Inéditos (1955/1957), Poesia Completa, p. 97



"Il tavor é un ipnotico. Tale e quale all'amore"...dice Carlo D'Amicis...

...ed è così che mi sento ipnotizzata, quando mi sveglio da queste trance, nelle quali cado per colpa dell'amore...cazzo come é possibile illudersi così, pensare che tutto può andare bene solo perché ci si sente così felici...questa felicità fittizia...è un mondo difficile, diceva tonino carotone, è vita incerta, felicità a momenti...eh si...
quella dell'amore è un'ipnosi violenta, di quelle che quando ti risvegli ti senti come se tutti fossero stati li a guardarti, ma tu non lo sai, ti sembra che tutto il mondo parli di te, ma forse nessuno ti conosce, forse nessuno sa che ti sei risvegliata in quel momento, che hai ripreso i sensi, e che forse hai ripreso lucidità e coscienza da poter gridare e mandare a fanculo tutto, forse..forse non si dovrebbe nemmeno cadere in questi banali e stupidi errori..
...forse...ma quanto è bello sentirsi cullare dall' inconsapevolezza di quello che accadrà...

venerdì 6 giugno 2008

Me gusta quando callas

Me gustas cuando callas porque estás como ausente,
y me oyes desde lejos y mi voz no te toca.
Parece que los ojos se te hubieran volado
y parece que um beso te cerrara la boca.

Como todas las cosas están llenas de mi alma
emerges de las cosas, llena del alma mía.
Mariposa de sueño, te pareces a mi alma,
y te pareces a la palabra melancolía.

Me gustas cuando callas y estás como distante.
Y estás como quejándote, mariposa em arrullo.
Y me oyes desde lejos, y mi voz no te alcanza:
déjame que me calle com el silencio tuyo.

Déjame que te hable también com tu silencio
claro como uma lámpara, simple como um anillo.
Eres como la noche, callada y constelada.
Tu silencio es de estrella, tan lejano y sencillo.

Me gustas cuando callas porque estás como ausente.
Distante y dolorosa como si hubieras muerto.
Una palabra entonces, uma sonrisa bastan.
Y estoy alegre, alegre de que no sea cierto.

(Pablo Neruda)

...uma pequena homenagem a uma pessoa...

mercoledì 4 giugno 2008

Dead Combo no Cabaret Maxime

De regresso ao MAXIME estão os DEAD COMBO no segundo concerto de apresentação do novo album Lusitânia Playboys em Lisboa. Belíssimo disco em jeito de viagem a prometer uma noite memorável na sala que tão bem os quer e com a qual já partilharem e registaram algumas das suas melhores apresentações. A não perder!

(fonte: http://www.cabaret-maxime.com)

domenica 1 giugno 2008

A Nossa Necessidade de Consolo É Impossível de Satisfazer

"Faça o que quiser, poderia muito bem fazer outra coisa. Nao é isso o que importa.Importa é saber-se livre como qualquer outro elemento da criaçao. Importa é saber-se um fim autonomo, que repousa em si mesmo como uma pedra sobre a areia"

Quantas vezes falamos deste livro... a tua Bíblia...o livro que adoras tanto...encontrei-o... imergi a minha mente e a minha alma naquelas paginas, poucas mas com um poder imenso. Gostei, adorei, e lembrei-me de ti, que estas cá perto, mas parece estares tão longe...

"Com amargo prazer desejo ver ruir o que arquitectei e ver-me, eu também, envolto na neve do esquecimento. Mas quê? A depressão é uma boneca russa, e na última boneca estão a faca, a lâmina de barbear, o veneno, as águas profundas e o salto para um grande abismo."

Stig Dagerman "A Nossa Necessidade de Consolo É Impossível de Satisfazer", Fenda Editora