"D'improvviso si rende conto di quello che forse sapeva già ma finora non
ha mai voluto crederci. Come chi da tempo avverte i sintomi
inconfondibili di un male orrendo ma ostinatamente riesce a
interpretarli in modo da poter continuare la vita come prima ma viene il
momento che, per la violenza del dolore, egli si arrende e la verità
gli appare dinnanzi limpida e atroce e allora tutto della vita
repentinamente cambia senso e le cose più care si allontanano diventando
straniere, vacue e repulsive, e inutilmente l'uomo cerca intorno
qualcosa a cui attaccarsi per sperare, egli è completamente disarmato e
solo, nulla esiste oltre la malattia che lo divora,, è qui se mai
l'unico suo scampo, di riuscire a liberarsi, oppure di sopportarla
almeno, di tenerla a bada, di resistere fino a che l'infezione col tempo
esaurisca il suo furore. Ma dall'istante della rivelazione egli si
sente trascinare giù verso un buio mai immaginato se non per gli altri e
d'ora in ora va precipitando."
(da "Un amore", Dino Buzzati)
(da "Un amore", Dino Buzzati)
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